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Perugia, Santopadre crede nella Serie A: "Si vince anche da ottavi. Poca gente al Curi? Attenzione a dirlo"

Domenico Cantarini
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L’ultima volta si era presentato in sala stampa nove mesi fa. Il Perugia era appena risalito in Serie B ma era stato costretto a una nuova svolta tecnica dall’addio di Caserta. Massimiliano Santopadre sta centellinato con le parole e martedì 22 marzo è tornato in pubblico per provare a cavalcare l’onda mediatica e incanalare tutte le energie verso “la volata finale della Serie B, che è un Giro d’Italia. In questo campionato le ultime 7 partite sono 20 di un’altra categoria. C’è un gruppo che pedala insieme e la volata si può vincere anche partendo da ottavi”. Santopadre vuole sopraffare di positività il momento no della squadra, reduce da un punto in 2 gare casalinghe. “All’allenatore avevamo chiesto la salvezza e l’abbiamo raggiunta. Il campionato è importante, per renderlo straordinario bisogna arrivare ai play off” che sono distanti 3 punti e “ci credo fortemente, possiamo giocarci la A”. 
BUDGET “Siamo concentrati sul presente - ha precisato il patron - e per il futuro faremo il possibile perché il progetto non si interrompa”. Tra Spal e Como “abbiamo incassato un duro uno-due, sono sicuro che i ragazzi ne usciranno più forti. Per crescere ci vogliono anni, soprattutto se le risorse economiche sono appena sufficienti per la categoria. Queste sono le mie possibilità, ma sono importanti perché la società è solidissima. Fra le ultime 9 c’è una differenza di budget di 300mila euro, un calciatore che sta in panchina. Quanto speso da altri, poi, per me è immorale”. Il presidente del Perugia ha chiuso subito il discorso arbitri premettendo che “tre anni fa sono stato l’unico a votare contro il Var” e precisando che “alla fine, rivedendo gli episodi, le cose erano realmente come sono andate”. 
IL DIO DEL PALLONE Il Perugia ha perso punti per strada, ma “il dio del pallone esiste, ci sono passato sulla mia pelle e del Grifo: siamo in credito e se mettiamo la determinazione giusta ci ridarà tutto. Dobbiamo completarci, capire quanto spingere o addormentare la partita”. Soprattutto al Curi. “Le partite in casa sono un problema. Perdere fa male doppiamente, per il sottoscritto è un dramma. Dobbiamo risolvere la cosa e la risolveremo”. Bomber De Luca è a secco però “è straordinario, se sbaglia qualche gol è solo perché si danna l’anima per la squadra. A questo punto tutti siamo stanchi, società e giocatori. È proprio qui che bisogna tirare fuori il carattere per trovare la forza che ti fa vincere”. 
TIFOSI EROI La chiusura è sul pubblico. “Non siamo negli anni '80, attenzione a dire che il Perugia non è più seguito, è sempre fra le migliori della categoria. La tecnologia allontana dallo spettacolo dal vivo. Abbiamo il nostro zoccolo duro di eroi che ama veramente il Grifo. E poi in Italia chi paga il biglietto viene considerato un coglione, in Inghilterra portare le 30 sterline al club è motivo d’orgoglio, ecco perché gli stadi sono pieni e il tifoso si può arrogare anche il diritto di critica”.