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Brunori è nella storia del Palermo: sempre in gol nelle ultime 7 partite

L'assisiate ha battuto il record rosanero di Gulesin (1950-51): meglio di Cavani, Dybala, Toni e altri big

Tommaso Ricci
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Matteo Brunori arriverà a dieci. “Al dieci, ma di giugno, sicuramente - sorride il bomber assisiate classe 1994 del Palermo, al momento sesto nel girone C di serie C -, è il giorno delle nozze con Dalila. Ci sposiamo a Cagli, nelle Marche, ci è piaciuto il posto”. A sette c’è già ed è un bel traguardo: è infatti andato a segno col Palermo per sette gare di fila (nelle quali ha realizzato la bellezza di nove gol, l’ultimo dei quali sabato all’81’ nel vittorioso 3-0 alla Vibonese), record assoluto nella storia del club rosanero. Meglio del turco Sukru Gulesin che nella stagione 1950-51 si fermò a quota sei. Meglio di tutti gli altri big che in Sicilia hanno scritto pagine importanti di calcio: da Belotti ad Amauri, da Toni a Miccoli, da Dybala a Cavani. Per l’ex Foligno, Petrignano e Villabiagio finora sono 16 le reti totali, impreziosite da tre assist. Come quello che, appena 17enne, partì dal suo piede e propiziò l’1-1 contro la Ternana che salvò il Foligno in Prima divisione. Era il 2010-11 e il visionario che gettò Matteo per la prima volta nella mischia era Giovanni Pagliari. L’inizio del tutto.

 

 

Un’emozione incredibile raggiungere un traguardo del genere a Palermo, in una piazza eccezionale, che ti dà tanto - spiega Brunori -. E’ un onore per me essere entrato nella storia di questa società, ma ora spero di non fermarmi qui”. Già domani l’occasione per migliorare la serie è offerta dalla trasferta in casa dell’Avellino, squadra che precede i siciliani in classifica di quattro punti. “Pensare di aver fatto meglio di campioni assoluti - fa Matteo - è incredibile. Negli anni, il Palermo ha avuto talenti lì davanti in quantità industriale, gente come Dybala e Cavani mi ha sempre impressionato. Senza scordare Luca Toni. Vengono i brividi solo a parlarne”.

 



Eppure Matteo è lì, nel capitolo della storia rosanero riservato ai grandi più grandi, quelli che sono arrivati perché hanno saputo tornare indietro quando serviva e che la pagnotta se la sono guadagnata. Dopo quel Foligno? Reggina Primavera, ancora Foligno ma in Seconda divisione, quindi Reggiana e Pro Patria senza mai esplodere. Allora Matteo si è reinventato, ripartendo dai dilettanti: Eccellenza col suo Petrignano nel 2015-16 (19 gol), ancora Petrignano l’anno dopo (21 gol), prima dei 23 centri in D con il Villabiagio che gli sono valsi una seconda possibilità, un triennale col Parma che, poi, lo manda in prestito ad Arezzo in C (13 gol). Quindi Pescara in B, poi il passaggio alla Juve Under 23 in C (a cui è legato fino al 2024), Entella (3 le reti in B) e ora Palermo in serie C. In Sicilia, probabilmente, la definitiva consacrazione. “A Mondello (dove vive con la compagna originaria di Torgiano, ndr) si sta molto bene - chiosa Matteo -. L’Umbria? Sento tutti i giorni gli amici e gli ex compagni di squadra, sono contenti per me. Ma l’obiettivo è farli ancora più felici..”. Il Palermo sogna la B. E con Brunori è tutto più facile