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Ucraina, il pallavolista della Sir Safety Perugia, Plotnytskyi, condanna la guerra. Le reazioni degli sportivi

Foto: Benda 

Da Plotnytskyi a Romanchuk, da Malinovskyi a Svitolina: la condanna degli sportivi ucraini

Carlo Forciniti e Gabriele Burini
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Ferma condanna all'attacco di Mosca, rabbia e lacrime: gli atleti ucraini stanno soffrendo per la guerra in corso nel loro paese d'origine, e tramite i social continuano a mandare segnali e inviti, chiedendo la fine del conflitto. C'è chi è pronto a scendere in campo armato di fucile, chi si ritira da tornei in caso di confronti con atleti russi e bielorussi, chi manda messaggi proprio dal campo da gioco. Il pallavolista della Sir Safety Perugia, Oleh Plotnytskyi, ai microfoni del Corriere dell'Umbria dice: "Se la Sir giocherà contro lo Zenit San Pietroburgo ci sarò. Ma per quanto sta accadendo fino ad oggi, sarebbe giusto che la Cev squalificasse le squadre russe dalle varie competizioni almeno fino alla fine dell’anno. Non mi riferisco solo al mondo della pallavolo, parlo in generale. Vanno fermate. Intanto, la Fivb ha deciso di non svolgere i prossimi Mondiali di volley in Russia ed è giusto così". Non passa giorno che tramite social lo schiacciatore mancino non aggiorni i propri followers su quanto accade in Ucraina attraverso l’ausilio di foto e video: “Il mio è un modo per denunciare quanto sta accadendo, ed è drammatico”. Domenica scorsa, in occasione della partita giocata dalla Sir contro la Tonno Callipo, Plotnytskyi ha però potuto vivere attimi che difficilmente dimenticherà. “Sentire tutta la vicinanza della gente mi ha generato una grande emozione. Ringrazio Vibo, i Sirmaniaci, la Sir che mi dà un grande supporto”.

 

 

Il nuotatore amico e rivale di Gregorio Paltrinieri, Mykhailo Romanchuk, invece, vuole combattere. E' lo stesso campione italiano ad averlo affermato a margine dell'evento all'aeroporto di Fiumicino nel quale Ita Airways ha presentato gli aerei intitolati ai campioni dello sport. "E' una situazione assurda, lo sento tutti i giorni. Lui abita in periferia a Kiev, ieri mi ha detto che si sta spostando perché sente le sirene. Vuole combattere per il suo Paese e credo si stia organizzando per farlo. Gli ho detto di scappare, lo ospiterei a casa mia ma preferisce restare lì. Ha un forte senso patriottico e lo capisco. Capisco quello che sta vivendo". Ruslan Malinovskyi, giocatore dell'Atalanta, ha affidato prima al campo - segnando in Europa League e mostrando una maglia con scritto "No war in Ukraine" - poi a Twitter il suo pensiero, postando un video che mostra la città di Kharkiv in uno scenario di guerra. "Due anni fa abbiamo giocato in Champions League la partita tra Atalanta e Shakhtar Donetsk in questo bellissimo posto, che oggi si scontra con il crimine contro l’umanità".

 

 

La tennista Elina Svitolina, dal canto suo, ha annunciato che non scenderà in campo nella sfida del torneo di Monterrey, in Messico, nella quale avrebbe dovuto affrontare la russa Anastasia Potapova e che si rifiuta di giocare contro altri giocatrici russe e bielorusse. "Credo che la situazione attuale richieda una posizione chiara da parte delle nostre organizzazioni: Atp, Wta e Itf", ha scritto sulle sue pagine social. "In quanto tali, noi - giocatori ucraini - abbiamo chiesto ad Atp, Wta e Itf di seguire le raccomandazioni del Cio di accettare cittadini russi o bielorussi solo come atleti neutrali, senza mostrare alcun simbolo, colore, bandiera o inno nazionale. Di conseguenza annuncio che non giocherò a Monterrey, né in nessun’altra partita, contro tennisti russi o bielorussi fino a quando le nostre organizzazioni non prenderanno questa decisione necessaria. Non incolpo nessuno degli atleti russi. Non sono responsabili dell’invasione della nostra madrepatria. Inoltre, desidero rendere omaggio a tutti i giocatori, in particolare russi e bielorussi, che hanno coraggiosamente affermato la loro posizione contro la guerra. Il loro supporto è essenziale".