Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Olimpiadi invernali Pechino 2022, conto alla rovescia. Amnesty International: "La Cina rispetti i diritti umani"

  • a
  • a
  • a

Mancano solo tre settimane dall'inaugurazione dei Giochi olimpici e paralimpici invernali di Pechino 2022. Secondo Amnesty International devono essere "un'opportunità per promuovere il miglioramento della situazione dei diritti umani in Cina. I Giochi olimpici di Pechino promettono di essere un evento sportivo memorabile, ma il mondo non può ignorare ciò che sta accadendo in ogni parte della Cina: avvocati e attivisti imprigionati solo a causa del loro lavoro, donne sopravvissute alla violenza sessuale punite per le loro denunce, migliaia di condanne a morte eseguite ogni anno, gruppi etnici di religione musulmana sottoposti sistematicamente a internamenti di massa, torture e persecuzioni".

Sono parole di Alkan Akad, ricercatore sulla Cina della stessa Amnesty International. Amnesty si è rivolta anche al Comitato olimpico internazionale (Cio) chiedendo di attuare e rendere note le sue politiche e le sue prassi in materia di dovuta diligenza sui diritti umani. "In Cina, il diritto alla libertà di espressione è sistematicamente violato. Ecco perché è fondamentale che il Cio e i vari comitati olimpici nazionali rispettino la volontà degli atleti e dei partecipanti di parlare di diritti umani, anche su temi considerati sensibili dalle autorità di Pechino". E ancora: "Il Cio deve insistere col governo cinese affinché rispetti le promesse di garantire la libertà di stampa, compreso il pieno accesso a Internet ai giornalisti locali e internazionali, e di assicurare lo svolgimento di manifestazioni pacifiche nel corso delle Olimpiadi", ha proseguito Akad. Amnesty International si è infine rivolta ai rappresentanti dei governi che arriveranno a Pechino in occasione dei Giochi olimpici, affinché pongano i diritti umani al centro dei loro colloqui con le autorità cinesi.

"Il mondo non deve dimenticarsi della lezione delle Olimpiadi estive di Pechino 2008. In quell’occasione, il governo cinese promise di migliorare la situazione dei diritti umani ma ciò non è mai avvenuto. I Giochi olimpici invernali di quest’anno non devono essere una mera occasione di sportwashing e la comunità internazionale non deve diventare complice di un esercizio di propaganda", ha concluso Akad. Prima dell’inizio dei Giochi olimpici, Amnesty International lancerà la campagna Liberiamo i cinque, per richiamare l’attenzione su cinque dei tanti attivisti detenuti in Cina per aver esercitato il loro diritto alla libertà di espressione: la citizen journalist Zhang Zhan, il docente universitario Ilham Tohti, la difensora dei diritti dei lavoratori Li Qiaochu, l’avvocato per i diritti umani Gao Zhisheng e il blogger tibetano Rinchen Tsultrim