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Marchi racconta i 100 gol tra i pro: gli inizi da mezzala, Piola, Imbriani e il Gubbio...

Ettore Marchi con Antognoni a Vota il Campione

Luca Mercadini
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Luca Mercadini Il primo gol non si scorda mai. E lui, Ettore Marchi, lo racconta come se fosse oggi. Con la maglia del Gubbio, agli albori di una carriera che lo ha portato in giro per mezza Italia. Ma il primo gol, come quello numero 100 sono arrivati con indosso la maglia della sua città. A Santa Croce sull'Arno nel torneo 2003-04, contro il Fano qualche settimana fa. E sempre con i granata marchigiani di mezzo, ecco invece la prima presenza in rossoblù. "Anche quella non si scorda mai - sorride il capitano del Gubbio -. Gara di Coppa Italia. Ruggiero Cannito mi butta dentro, vinciamo 2-0 con reti di Caracciolese e Cipolla. Avevo 17 anni. Il primo gol, invece, è del campionato successivo, sempre in C2. A Santa Croce sull'Arno Castellucci mi dà fiducia e io lo ripago con un gol, peccato però che poi perdiamo 3-1. In quella squadra c'era un gran talento, Marco Gaggiotti. Mi piace sottolinearlo". E quando parliamo del più bello, ecco ancora Gubbio... "Che ci vuoi fare, è così. Ricordate il 4-2 alla Reggiana con Cuttone in panchina? Battistelli che si invola sulla sinistra e crossa, io che la giro al volo e la metto all'incrocio. Indimenticabile...". Ma ce ne saranno stati pure degli altri... "Con la Triestina vinciamo a Padova 1-0. Spalle alla porta, mi giro, dribbling secco da destra verso sinistrae tiro potente, imparabile. Ma anche a Portogruaro ne ricordo uno bellissimo". C'è poi il gol che si ricorda per motivi diversi..."Segnare a Marassi non capita tutti i giorni. L'ho fatto con il Sassuolo in serie B. Sansone la mette dentro, controllo di sinistro e sparo di destro... sotto la curva blucerchiata. Come la tripletta a Bari con la Pro, meravigliosa". E c'è anche quello che evoca momenti particolari... E di mezzo c'è ancora il Gubbio. "Era morto il nostro allenatore, Imbriani. Venerdì c'erano stati i funerali, tutta Benevento presente. Mai vista tanta gente, lo stadio pieno quando il feretro prima della sepoltura al cimitero passa per l'ultimo saluto al campo. Domenica arriva il Gubbio e mi danno la maglia numero 7, quella di Imbriani da giocatore del Benevento. Una responsabilità incredibile nella settimana più dura per la tifoseria giallorossa e con la squadra della mia città da avversaria. Ebbene finisce 2-1 e segno entrambe le reti. Commozione ed emozione insieme, anche perché a fine gara tutti a dire.... Così, in quel modo, ci segnava proprio Imbriani. Non lo so, sono quelle coincidenze che hanno dell'incredibile ...". servizio completo nel Corriere dell'Umbria in edicola oggi