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Djokovic vince davanti al giudice: può restare in Australia. Ma il governo si oppone. Il fratello: "Ora lo vogliono arrestare"

Julie Mary Marini
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Novak Djokovic sarebbe di nuovo in stato di fermo a Melbourne. Sono i resoconti della stampa australiana ad affermare, come riporta anche La Repubblica, che c'è una importante presenza della polizia nell'ufficio del suo avvocato, dove il tennista ha assistito all'udienza in tribunale. Anche secondo i media serbi, il campione rischia un arresto. E' stato suo fratello, parlando con i giornalisti, a spiegare che il governo lo vuole "catturare e rinchiudere di nuovo". E ancora: "Al momento stiamo consultando i legali sui prossimi passi. E' con i suoi avvocati nella stanza in cui erano durante l'udienza, a pensare alle opzioni".

Intanto l'avvocato del governo australiano, Christopher Tran, ha annunciato che il ministro per l'Immigrazione, la cittadinanza, i servizi per i migranti e gli affari multiculturali, Alex Hawke, "considererà se esercitare un potere personale di cancellazione" del visto di ingresso concesso al numero 1 del tennis mondiale. Ciò significherebbe che il tennista serbo potrebbe essere nuovamente espulso e saltare gli Australian Open, che inizieranno il 17 gennaio. Il governo australiano aveva annullato il visto di Djokovic, 34 anni, poco dopo il suo arrivo a Melbourne alla fine di mercoledì per giocare agli Australian Open perché non soddisfaceva i criteri per l'esenzione dal requisito di ingresso per cui tutti i non residenti siano completamente vaccinati per il Covid 19.

Novak Djokovic si è opposto alla decisione davanti alla giustizia australiana che in prima battuta gli ha dato ragione. Il giudice Kelly ha definito "una decisione irragionevole" quella di non permettere l'ingresso dell'atleta nel territorio australiano e di confinarlo all'interno di un hotel. Ha ordinato l'immediata liberazione del tennista, ma il governo ha spiegato che a suo avviso è possibile un nuovo ritiro del visto di entrata. In Australia, infatti, è considerata possibile la non vaccinazione contro il Covid, per chi arriva nel Paese, se è reduce da una forte infezione con sintomi e non da una positività asintomatica.