Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Ibrahimovic, dal rito di Lukaku allo scontro con Materazzi: "Sanremo? Con Fiorello poca chimica"

  • a
  • a
  • a

Zlatan Ibrahimovic a tutto campo quello intervistato dal Corriere della Sera. Ibra ha parlato di tutto, a cominciare dalla lite con Lukaku nel corso del derby di Coppa Italia della scorsa stagione. "Lui litiga prima con Romagnoli, poi con Saelemaekers; io intervengo per difendere i compagni, e Lukaku mi attacca sul piano personale. Da restare scioccati. Eppure eravamo stati compagni al Manchester", ha detto lo svedese.

 

 

Ibra ha poi aggiunto: "Lukaku ha un grande ego, è convinto di essere un fuoriclasse, ed è davvero forte. Ma io sono cresciuto nel ghetto di Malmoe, e quando qualcuno mi viene sotto a testa bassa, lo metto al suo posto. Così l’ho colpito nel suo punto debole: i rituali della mamma. E lui ha perso il controllo. Anche se mi è rimasto un dubbio atroce - ha sottolineato ancora il fuoriclasse svedese -: quel derby l’abbiamo perso. Io sono stato espulso. Poi mi sono infortunato. Sono successe un sacco di cose storte. Vuoi vedere che il rito Lukaku me l’ha fatto davvero? Così ho chiesto agli amici credenti di pregare per me. Devo saldare il conto anche con lui. Spero di incontrarlo presto". Ibra ha quindi ricordato non certo in modo benevolo Marco Materazzi, suo ex compagno all'Inter: "Entrava da dietro per fare male; e noi calciatori capiamo subito quando uno entra per fare male o semplicemente entra duro, come Chiellini, come Stam, come Maldini. Paolo Maldini era cattivissimo. Se voleva farti male sapeva come fare. Ma lo evitava, perché metteva la sua giusta cattiveria al servizio della squadra", le parole di Ibrahimovic.

 

"Con Materazzi - ha detto ancora il centravanti - avevo un conto aperto da anni. L’ho saldato in un derby. Quello entra a piedi levati, io salto, lo evito, e lo colpisco con una gomitata alla tempia. Pippo Inzaghi commentò: 'Il più bel derby della mia vita: 1 a 0, gol di Ibra, Materazzi in ospedale'. Ovviamente stava scherzando". Infine su Sanremo: "Ero nervoso. Amadeus mi ha lasciato libero di essere me stesso. 'Cosa devo fare?', gli ho chiesto. E lui: 'Fai Zlatan. Guida tu, io ti seguo' - ha raccontato sempre al Corriere della Sera -. Con Fiorello c’è stata meno chimica. Lui era il pilota numero 1, numero 2, numero 3; poi venivamo io e Ama. E' bravo, ma parla troppo veloce, non capivo una parola".