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Codacons contro la Juventus: "Se accuse confermate, retrocessione e revoca scudetti"

Christian Campigli
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Non c’è pace alla Continassa. Come se non bastasse un inizio di campionato a dir poco negativo, una rosa vecchia e da ricostruire da zero, è giunta sulla testa dei bianconeri la spada di Damocle dell’inchiesta sulle plusvalenze. Sono davvero pesanti le accuse che pendono sul club più titolato d’Italia, la Juventus, dopo che la procura di Torino ha ufficializzato l’indagine che coinvolge l’intero vertice societario (da Andrea Agnelli al vice-presidente Pavel Nedved), indagati per falso in bilancio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Si tratta di una serie di operazione che, da un punto di vista finanziario, son a dir poco spericolate. Illegali, secondo la tesi accusatoria. Sotto la lente di ingrandimento degli uomini in divisa della guardia di finanza le plusvalenze del calciomercato e i compensi ai procuratori, iscritti nei bilanci di tre stagioni sportive, da quella conclusa nel 2019 all’ultima, terminata lo scorso 30 giugno. In totale ci sono plusvalenze per 282 milioni di euro in tre anni “connotate da valori fraudolentemente maggiorati”.

 

 

La Juventus verrà giudicata anche dalla Consob, la commissione che vigila sulle società quotate in Borsa. Nel listino di Milano oggi il titolo va male, con oscillazioni in negativo che hanno toccato anche un significativo meno nove per cento. Più in generale, dall’inizio dell’anno, c’è stata una variazione negativa che per poco non ha toccato il trenta per cento. Insomma, in dodici mesi il valore (almeno quello di Borsa) è sceso quasi di un terzo.

 

 

Sul tema delle plusvalenze gonfiate è intervenuto anche il Codacons, il coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori. “L’impianto accusatorio è molto grave e getta una luce sinistra sugli ultimi campionati di calcio anche perché, come sappiamo, vi è stato un vero e proprio predominio bianconero negli ultimi anni, terminato nell’anno passato – afferma il presidente Marco Donzelli – se la Juventus dovesse essersi illegittimamente avvantaggiata sui club rivali con operazioni di questo tipo, allora verrebbe meno la regolarità degli ultimi campionati di calcio e, come conseguenza, la Federazione e l’Authority per la concorrenza del mercato dovranno intervenire e sanzionare i responsabili. Aldilà delle responsabilità individuali, il club non potrà andare esente da punizione. Per questo e a tutela di migliaia di tifosi presenteremo un esposto all’Antitrust ed alla Procura Federale chiedendo la retrocessione del club bianconero e la revoca degli ultimi scudetti vinti con l’ombra di queste operazioni potenzialmente illecite”. Un’inchiesta che riaccende antiche ferite, quelle legate a Calciopoli, a Luciano Moggi, alla serie B e alle trasferte di Rimini, Bari e Mantova. Un’indagine che divide i tifosi dello stivale tra innocentisti e colpevolisti. E che rischia di diventare il principale tema di conversazione nei bar, nei mille gruppi di WhatsApp e nei salotti televisivi.