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Grifo, Santopadre chiama tutti a rapporto

Il presidente del Perugia Santopadre

Luca Mercadini
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Per le dimensioni è una batosta tanto inaspettata quanto dolorosa ma la pesante sconfitta incassata contro la Pro Vercelli, di fronte al popolo del Grifo uscito quasi incredulo dal Renato Curi, è anche figlia di una flessione, di testa e di gambe, cresciuta nel corso delle ultime settimane. Tre ko in quattro giornate sono la somma di una crisi mitigata solo dalla posizione in classifica. E accanto ai numeri ci sono le prestazioni che descrivono un Perugia lontano parente di quello frizzantino di inizio stagione. A Palermo, al netto dell'arbitraggio negativo, erano arrivate le prime avvisaglie. La vittoria sul Frosinone sembrava il frutto di una maturazione nella sofferenza. A Brescia si è invece presentata una vera e propria involuzione fino al tracollo di domenica pomeriggio. IL SEGNALE DEL PATRON A caldo i volti dei vertici biancorossi non potevano che essere scurissimi, come segnati dalle cinque sberle rimediate. Dopo la notte di profonda riflessione, ieri mattina, alla ripresa della preparazione in vista dell'anticipo di Foggia in programma venerdì sera, tutta la dirigenza, insieme all'area tecnica, si è ritrovata per un confronto in cui si è andati alla ricerca di quei “click” per rimettere il Grifo sulla rotta vincente. Sembra che l'analisi del patron Santopadre sia stata improntata su toni fermi e costruttivi. Digerire le 5 reti incassate non è facile ma l'idea base del club di Pian di Massiano è voltare pagina al più presto, mettendo da parte quando avvenuto dopo la doppietta di Castiglia che ha sostanzialmente chiuso i conti. La brutta figura è sotto gli occhi di tutti, però per rendere salutare l'esame della gara vanno azzerati gli aspetti emotivi e approfonditi i temi tecnici e fisici. A Giunti vengono riconosciute le attenuanti legate alle assenze di Cerri e Han, per qualità e doti atletiche, e dell'equilibratore Brighi. All'allenatore del Perugia però tocca trovare la ricetta per ottenere risposte convincenti dai grifoni su due fronti principali: non ripetere un approccio al match disastroso come quello visto contro la Pro e garantire continuità nei 90 minuti.