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Ciclismo, Capecchi è il nuovo responsabile dell'area tecnica del comitato umbro

 eros capecchi

Il campione di Tuoro si occuperà delle rappresentative regionali e dei giovani Esordienti, Allievi e Juniores

Lorenzo Fiorucci
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Colpo grosso della Federciclismo dell’Umbria. Il comitato regionale presieduto da Massimo Alunni non si è fatto sfuggire Eros Capecchi, ciclista di Borghetto di Tuoro, che ha deciso di lasciare da poco il mondo del professionismo, dopo quasi 17 anni di carriera ad altissimo livello. Capecchi è il nuovo responsabile dell’area tecnica e si occuperà quindi delle rappresentative regionali e della crescita dei giovani delle categorie Esordienti, Allievi e Juniores. “Ho subito accettato la proposta”, racconta Eros, impegnato ora anche nell’azienda vivaistica di famiglia in riva al Lago Trasimeno, “volevo ricominciare da dove tutto è iniziato. Non ho l’ossessione di restare nel mondo dei professionisti e poi mi piace lavorare con i giovani. Mi torna in mente il mio percorso che ha preso il via con la Sea Marsciano, quindi proprio in Umbria e da qui voglio ricominciare per mettere a disposizione la mia esperienza”. Quale sarà la sua prima raccomandazione? “Il nostro lavoro è quello del selezionatore e quindi di seguire le corse, studiare, apprendere. Di sicuro qualche consiglio o qualche segreto del mestiere cercherò di farlo passare, ma soprattutto voglio far capire che all’inizio deve essere soprattutto un divertimento. Questo si è perso nel tempo, bisogna ritrovarlo. Poi quando si arriva ad essere grandicelli, 17-18 anni, bisogna essere decisi nella scelta di quello che si vuole fare. Comunque, prima di tutto l’attività deve essere una scuola di vita che insegna il rispetto reciproco. L’educazione conta più di tutto perché alla fine si deve lasciare qualcosa di importante, si diventa esempi da seguire. E poi fondamentale è la passione. Ho visto corridori con tanta passione e magari con meno mezzi tecnici, fare meglio di alcuni che avevano più talento”.

 

C’è buon “materiale” in Umbria per lavorare? “Sì, come in ogni regione. Quello che conta è far avvicinare più giovani e più persone possibili al nostro sport. Conta avere anche tanti volontari che ritornino ad interessarsi del ciclismo senza pensare al tornaconto economico finale. Soprattutto nell’attività di base. E poi a mio avviso sarebbe fondamentale avere un velodromo in Umbria, struttura indispensabile per far avvicinare i giovani e le famiglie, ma soprattutto è dalla pista che nascono i corridori. Ne abbiamo parlato, vedremo. Organizzeremo anche un corso per direttori sportivi. Io mi sono messo già al lavoro e sto studiando prima di tutto i profili che l’Umbria propone. Poi faremo anche incontri e nelle riunioni vedremo il da fare per arrivare a marzo carichi per l’inizio dell’attività”. C’è grande soddisfazione in casa della Federciclismo dell’Umbria. “Siamo davvero contenti di avere Eros con noi e lo ringraziamo per aver accettato subito la nostra proposta”, sottolinea il presidente Massimo Alunni, “e un grande grazie va anche ad Enzo Amantini (direttore di corsa internazionale di Città di Castello da tanti anni nel mondo del ciclismo ndr) che è stato bravo a coinvolgere Capecchi”. Il Cru della Federciclismo ha definito l’organigramma tecnico del prossimo anno. “Dobbiamo ringraziare prima di tutto Monia Baccaille che ha dovuto lasciare l’incarico di responsabile dell’area tecnica per motivi di famiglia e di lavoro, ma ci darà una mano per la pista. Nella squadra capitanata da Capecchi ci sono Sandro Latini, coadiuvato da Servio Spagliccia per la strada, Matteo Grillo per la pista e Leonardo Chieruzzi per il fuoristrada. Alberto Pagnottini è il meccanico”.

 

La carriera ]Dalla categoria G3 (Giovanissimi di 8 anni) ne ha fatta di strada Capecchi, fino al ritiro a fine stagione a ottobre. Nel 2004 ha vinto il titolo tricolore Juniores. Diventato professionista nel 2005 con la Liquigas, ha vestito poi le maglie della Saunier Duval, della Scott, della Fuji Servetto, della Footon, quindi è tornato alla Liquigas e in seguito è approdato alla Movistar, all’Astana, alla Quick Step Deuceunink, per chiudere con la Barhain. Ha partecipato a 11 Giri d’Italia e a un Tour de France, ha corso per 5 volte la Vuelta di Spagna, 3 volte la Milano Sanremo, 3 la Liegi Bastogne Liegi e 8 giri di Lombardia. Prestigiosa la vittoria della18esima tappa del Giro del 2011 (Morbegno-San Pellegrino Terme) con la Liquigas alla corte di Ivan Basso. Di Giri d’Italia ne ha vinti 2, uno con Quintana nel 2014 alla Movistare e nel 2016 con Nibali. E’ stato convocato anche in azzurro dal Ct Paolo Bettini come riserva ai Mondiali di Valkenburg nel 2012.