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Superlega, Ravenna-Sir è la sfida degli ex

 mengozzi Foto:  Testa

Cinque giocatori di Perugia e il diesse Recine hanno vestito la maglia della Robur

Luca Mercadini
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E’ la partita degli ex. E tutti, ovvio, ci tengono a fare bene. L’appuntamento del Pala De Andrè non sarà una gara come le altre per tanti giocatori della Sir, ma anche per il direttore sportivo Stefano Recine che a Ravenna vive e in terra bizantina ha giocato e iniziato la lunga carriera dirigenziale. Dall’esordio in A1 a 17 anni di acqua sotto... la rete ne è passata tanta, ma per Recinski (come lo chiamano ancora tutti a Ravenna), tornare a casa ha sempre un sapore particolare. Così come trattare con i dirigenti romagnoli con i quali puntualmente a ogni sessione di mercato è pronto a strappare un talento da portare a Perugia. 

 


Così è stato per Fabio Ricci, nativo di Faenza ma originario di Cotignola e cresciuto nel vivaio del gruppo giovanile Robur Angelo Costa prima di spiccare il volo in nazionale Under 20 e 23 fino all’Europeo conquistato in estate insieme agli altri ragazzi terribili di Fefè De Giorgi. Ricci è arrivato alla Sir nella stagione 2017-18 proprio imponendosi come centrale dell’allora Consar.  E sempre al centro, Cisco Recine ha pescato quando ha voluto nel 2019 Robertino Russo, siciliano di Palermo (ma cresciuto a Partinico) e consacratosi nel volley ancora a Ravenna con la guida esperta di coach Bonitta, dopo l’esperienza nel Club Italia e i primi passi nella pallavolo della sua città e ad Alcamo.  E ancora centrale è il ruolo di Stefano Mengozzi, ultimo in ordine di tempo ad essere approdato a Pian di Massiano direttamente da casa Robur. Il Baby, come lo chiama simpaticamente il presidente Gino Sirci, alla Sir ci è arrivato a 36 anni, in estate, dopo la stagione a Ravenna di ritorno da Vibo Valentia. Lui che vanta 10 anni di Superlega e che in Romagna aveva giocato dal 2008 al 2016. Il lungagnone di Santerno è profondamente legato alla sua terra (nei momenti liberi aiuta i suoi nell’azienda di famiglia che produce pesche) e un salto al bagno Adriatico o due passi in via Cavour a Ravenna sono sempre ben accetti. Così come per Fabione Ricci un salto da Mario, titolare di un noto ristorante della zona. 

 


Ma tra i grandi ex della sfida di domenica sera (ore 20.30) c’è anche Kamil Rychlicki. Il Granduca, come lo chiamano dalle parti del Pala De Andrè, a Ravenna ha lasciato il segno. La stagione 2018-19 è stata, per lui, un vero e proprio trampolino di lancio nel volley che conta. Da lì è arrivata la chiamata di Beppe Cormio alla Lube e poi quella di Recine per lo sbarco a Perugia. Lui, figlio d’arte (suo padre Janek ha vinto l’argento con la nazionale polacca agli Europei del 1983) che alla Robur e in Italia è arrivato grazie all’ex ravennate Piotr Gruszka, ha così potuto coronare il suo sogno di giocatore professionista dopo i primi passi nella sua Lussemburgo, dove è sbocciata la passione per il volley. Ma non abbiamo ancora finito. C’è pure un quinto a firmare la pagina degli ex di turno. Si chiama Ter Horst e a Perugia è arrivato nel primo torneo post pandemia, dopo il campionato 2019-20 disputato in maglia Robur. L’olandese desiderava fortemente il ritorno in Italia dopo la parentesi coreana e, a Bonitta che bene lo conosceva per i suoi precedenti trascorsi a Verona e Piacenza, non sembrò vero poterlo abbracciare nel suo giovane team. Quindi, Recine e a seguire tutti gli altri. Per questo Ravenna-Sir sarà una gara particolare. Molto particolare, anche se il pronostico è tutto dalla parte di Perugia.