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Italia, Mancini alza la posta: "Andremo al mondiale e magari lo vinceremo"

Marianna Castelli
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Brutta, inconcludente, mai pericolosa, bloccata tatticamente e priva di spunti vincenti. Questa l'Italia vista lunedì sera, 15 novembre, contro l'Irlanda del Nord. La partita è finita 0-0 e gli azzurri hanno fallito la qualificazione diretta al mondiali del Qatar. E' passata la Svizzera. Una delusione. Eppure Roberto Mancini, tecnico che ha condotto gli azzurri al titolo di campioni d'Europa, resta ottimista e fiducioso. Persino teoricamente vincente, visto che arriva addirittura ad ipotizzare che potrebbe essere proprio l'Italia a conquistare il titolo iridato: "Andremo al mondiale e forse lo vinceremo".

Sono queste le sue parole, pronunciate al termine della deludente sfida di Belfast. A marzo l'Italia sarà attesa dai playoff. Partite che Mancini considera "due gare diverse, due partite aperte. Andreamo al Mondiale, non possiamo far altro che pensare a questo. Abbiamo due partite da giocare, vedremo di fare le cose per bene. Fortunatamente abbiamo ancora una possibilità, cercheremo di sfruttarla". E ancora: "Sono totalmente fiducioso, andremo al Mondiale a marzo e magari lo vinceremo anche". 

Sulla mancata qualificazione diretta, il commissario tecnico, come suo solito, non ha avuto peli sulla lingua: "Sono dispiaciuto solo perché era un gruppo che avevamo chiuso, tutto qua. Invece ci siamo complicati le cose. Questo gruppo doveva essere chiuso da almeno due partite, abbiamo avuto le occasioni però non le abbiamo sfruttate. Ora dobbiamo rimanere tranquilli". Il riferimento è ai rigori sbagliati, ma anche alle numerose occasioni non trasformate in gol nelle precedenti partite. Di certo nelle ultime due, contro la Svizzera e a Belfast, la nazionale ha deluso. E' stata soltanto la brutta copia di quella che qualche mese fa ha conquistato i campionati europei. Ora il commissario tecnico deve mettersi al lavoro e trovare le soluzioni per poter presentare a marzo una squadra in grado di dire la sua e strappare la qualificazione a formazioni ben più quotate dell'Irlanda del Nord