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Cesarini, l'unica umbra in Nazionale che va a caccia dell'Europeo Under 17

Erin Maria Patrizia Cesarini (in bianco)

Tommaso Ricci
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La corsa e i denti stretti di Chiesa, i corridoi che partono dai piedi di De Bruyne, il 10 sulle spalle e quel naso che punta all’insù, in alto, dove stanno i sogni e un angelo custode. Erin Maria Patrizia Cesarini, perugina di 16 anni, è una forza della natura, un misto di talento, determinazione e passione. A vederla giocare, sembra uno scherzo e invece, nonostante la data di nascita (primo aprile 2005) insinui il dubbio, è tutto vero. E’ lei l’unica umbra nella rosa della Nazionale Under 17 femminile che ha staccato il biglietto, il 28 ottobre scorso a Goteborg in Svezia e come terza del girone, per la Round èlite di marzo prossimo, la seconda fase di qualificazione all’Europeo di categoria. “Un’emozione incredibile l’ingresso in campo e l’inno di Mameli prima della gara d’esordio (vittoria per 2-0 contro il Galles, ndr) – racconta la giovane centrocampista, da quest’anno in forza alla Lazio Women Primavera al pari dell’altra perugina Anna Chiara Galassi -, poi sapere che sugli spalti c’erano papà con la compagna e i miei fratelli e, in più, il nonno a vedermi è stato ancor più bello”.

 

 

Nelle due sfide successive sono arrivati altrettanti ko, 5-0 contro la Svezia e 3-0 contro la Francia, ma le azzurrine hanno comunque centrato il passaggio del turno. “Il mio obiettivo è quello di continuare a fare parte di questo gruppo – sono ancora le parole di Cesarini -, perché è un’opportunità di crescita sia dal punto di vista sportivo che umano. Come riuscirci? Continuando a a lavorare sodo”. Ambidestra, visione di gioco, cura del passaggio, un cagnaccio per le avversarie. “Tifo Fiorentina – aggiunge – e mi piace tanto Federico Chiesa per la volontà e l’atteggiamento che mette in campo, ma il mio idolo è Kevin De Bruyne per la visione di gioco che ha, per gli assist che fa in ogni zona del campo”. Viola, ma dall’estate scorsa a difendere i colori della Lazio. “Ho iniziato a giocare da piccola, al campetto con papà e nel giardino dei nonni – prosegue Cesarini -, anche se il primo sport praticato è stata la ritmica. Ma volevo fare gare tutti i weekend e, allora, ho cambiato”.

 

 

Scuola calcio Colombella nel paesino dove viveva, poi dal 2014 al 2018 alla Vis Nuova Alba a San Martino in Campo, ovviamente sempre in campo insieme ai maschi. Solo dopo l’approdo al calcio femminile, con il passaggio all’Under 15 del Perugia. Da lì la scalata: Under 17 e poi Primavera fino all’esordio in B con la prima squadra nel giorno del suo 16esimo compleanno, in parallelo al percorso fatto al Centro federale territoriale. A Roma frequenta con profitto il Liceo scientifico Nomentano, dove è inserita nel progetto del Miur dedicato agli studenti-atleti, ama leggere, viaggiare e scoprire sempre cose nuove. “Mi piace anche la pizza, il latino e la matematica” sorride. E il calcio è la sua vita. “Ci sarebbero tante persone da ringraziare, tutte quelle che mi hanno sostenuto – chiosa l’azzurra – ma ho paura di scordarne alcune, per cui cito solo i nonni paterni che sono sempre stati i miei primi tifosi e che si sono fatti tantissime trasferte. Li ringrazio tanto. E ora che nonna Patrizia non c’è più, so che ho una stella che mi illumina il cammino e mi segue da lassù”.