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Mourinho, c'era una volta lo Special One. La Roma umiliata in Norvegia e la delusione dei tifosi

Christian Campigli
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Un'autentica umiliazione. Per il risultato, per il valore assai modesto degli avversari e perché pone interrogativi tanto profondi, quanto pericolosi. Con una stagione iniziata da appena due mesi e ancora tutta da giocare. La Roma affonda in Norvegia e inciampa in una prestazione patetica contro il Bodo Glimt. La terza gara del girone di Conference League finisce con un clamoroso sei a uno. E, in un attimo, in rete di moltiplicano come i funghi quando iniziano le prime piogge autunnali gli interrogativi sul “Ei fu Special One”. Che José Mourinho non abbia più il tocco magico dei tempi del triplete interista è cosa ormai nota. Dopo aver lasciato Milano la notte in cui Milito firmò, con un doppio passo di tango argentino, la finale di Champions contro il Bayern Monaco, il portoghese ha vissuto tre anni discreti a Madrid (vincendo uno scudetto, una Supercoppa e una Coppa di Spagna) e tre al Chelsea, dove è tornato nel 2013 (e dove ha aggiunto alla sua prestigiosa bacheca uno scudetto e una Coppa di Lega). Dopo aver risolto consensualmente il contratto con i Blues, ha guidato per tre anni il Manchester United, che ha condotto alla conquista di un'Europa League, di una Coppa di Lega e di una Community Shield, prima di essere esonerato. Nella stagione 2018/19 ha iniziato la sua discesa dall'Olimpo. I due anni successivi sulla panchina del Tottenham sono stati davvero modesti, sia sul piano dei risultati (un sesto posto prima dell'esonero nella seconda stagione), che del gioco.

 

 

La Roma di Dan Friedkin la scorsa estate ha visto nel nativo di Setubal l'uomo giusto per riportare, dopo venti anni, lo scudetto nella capitale. E lo ha ingaggiato senza badare a spese, accontentandolo anche quando si è lasciato sfuggire a zero Edin Dzeko (sette gol in undici presenze con l'Inter di Simone Inzaghi) e ha preteso l'acquisto di Tammy Abraham, funambolico centravanti, costato quaranta milioni e che, ad oggi, ha timbrato il cartellino della rete solo quattro volte. A onor del vero, va anche ricordato come la classifica in campionato non sia affatto impietosa, visto che i giallorossi si trovano attualmente al quarto posto. Davanti ai cugini della Lazio, alla Juventus e all'Atalanta dei miracoli. Ma sono, oltre alla gara al Polo Nord, le sfide dirette contro i bianconeri e il derby capitolino che hanno alimentato i malumori tra i tifosi. A Roma, ci sono oltre cinquanta radio che parlano, senza soluzioni di continuità, della “Maggica”.

 

 

Tra i tifosi della Curva Sud la domanda più ricorrente da ieri è la seguente: ma i soldi dati a Mourinho avranno un ritorno concreto, a livello di risultati, o tanto valeva tenersi un allenatore modesto, ma dal bel gioco, come Paulo Fonseca? Interrogativi amletici, dubbi e perplessità. Sullo sfondo la sfida di domenica contro la capolista Napoli e la Sisal che, per mettere un altro po' di sale sulla ferita, quota l’ipotesi che le strade dello Special One e dei giallorossi possano divergere a 12.