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Arena è l'oro del Gubbio di Torrente

arena Foto:  Simone Grilli

Il funambolo siciliano è stato il migliore anche col Pontedera. E può fare anche il trequartista

Luca Mercadini
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Sempre un po’ di più Arena ti dà. Lo slogan del noto marchio pubblicitario si staglia alla perfezione se lo prendiamo per trasferirlo e applicarlo al meccanismo di gioco rossoblù. E dopo otto giornate quelle che potevano essere mere sensazioni iniziali sono divenute certezze inequivocabili. Lo sa bene Torrente che, al termine del perentorio 3-0 rifilato al Pontedera, ha tessuto le lodi del gioiellino siciliano: “Gli manca soltanto il gol”. Come a dire, il ragazzo si farà... strada. In effetti, Alessandro Arena, classe 2000, da Marina di Ragusa è la più bella sorpresa del Gubbio 2021-22. Da tempo il Barbetti non ricordava un campioncino in erba di tal fattura. Con il Pontedera è stato il migliore, senza se e senza ma.

 

Si è mosso con naturalezza da destra a sinistra del fronte offensivo senza disdegnare la più complicata e perigliosa posizione centrale. Sì, l’esame Pontedera ha dato al baby siciliano un’altra certezza: non solo esterno del tridente, ma pure trequartista alle spalle della punta. Tocco morbido ed elegante, capacità di smarcare i compagni di squadra, facilità nel dribbling, sempre nel vivo del gioco. Personalità da vendere a dispetto di un fisico minuto. E’ stato lui a servire l’assist a Sainz Maza per il rassicurante 2-0 al Pontedera, sempre dal suo piedino fatato ha spiccato il volo la parabola millimetrica per il palo clamoroso di Bulevardi sotto misura. Ogni azione offensiva della squadra di Torrente lo ha visto protagonista di una giocata importante, mai banale. Il gol e un po’ più di cattiveria in area avversaria arriveranno. Fanno parte di un percorso di crescita naturale. Come naturale è la soave leggerezza con cui si muove tra le maglie avversarie, una farfalla spensierata che però punge come un’ape.

 

Per questo Torrente che lo ha voluto a Gubbio dopo la segnalazione di un amico se lo tiene stretto e lo coccola come il figlio prediletto della nuova stagione: “Il ragazzo va tutelato, perché ho visto cose che non mi sono piaciute. A cominciare da una brutta ginocchiata dopo 20 secondi a Olbia”. In effetti, è così. La farfallina rossoblù non è più la meteora di luglio quando infilava la Salernitana nel ritiro di Roccaporena. Non è più il carneade di turno che scompare dopo i primi sussulti estivi. E’ una certezza su cui contare, fantasia pura al potere del gioco torrentiano. In crescita costante sotto la regia di Cittadino, la classe di Maza e Mangni, la forza di Bulevardi, la solidità difensiva del tandem Signorini-Redolfi. Perché come recita quello slogan, sempre un po’ di più Arena ti dà.