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Sir-Cisterna vista da Grbic: "Loro bravi a muro, noi insieme solo 5 allenamenti"

grbic e giannelli Foto:  Benda

Il coach in vista dell'esordio in Superlega: "Potevo stare in Polonia da re, sono tornato in Italia per vincere anche qui"

Carlo Forciniti
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Nessuna paura. Dell’avversario di domani pomeriggio. Della pressione che ricade su chi è “condannato” a vincere o giù di lì. Nikola Grbic si prepara al ritorno sulla panchina della Sir Conad Perugia dopo l’esperienza nel 2014-2015, e lo fa con l’entusiasmo di chi ha tra le mani una grande squadra, unito alla consapevolezza che dalle parti del PalaBarton - teatro domani alle ore 18 dell’esordio in Superlega - ci sono tutti gli ingredienti per vivere un’annata di grande livello. “Tornare in Italia è sempre un’emozione particolare - spiega il coach serbo -. Non è un inizio di campionato come gli altri”. Il battesimo sarà contro la Top Volley Cisterna che Grbic descrive come “una squadra molto fisica, esperta. Avrà un muro difficile da passare” - avverte -. L’insidia è che si tratta della prima partita. Siamo un cantiere, i nazionali che sono appena arrivati stanno bene. Abbiamo fatto solo 5 allenamenti insieme. Ci stiamo conoscendo ma c’è tanta voglia di partire bene. E comunque, più che pensare a chi c’è dall’altra parte della rete, per l’ex timoniere dello Zaksa, la sua creatura deve focalizzarsi sulla propria metà campo. “Dobbiamo concentrarci su di noi. Sul nostro sistema, ma l’approccio alla gara voglio che sia quello massimo”.

 


Già, il massimo. Quello che ci si aspetta da un roster costruito per provare a vincere sia in Italia che in Europa. Una responsabilità che a Grbic non preoccupa affatto. “Se mi spaventa o mi carica il ruolo di favoriti? A me non fa paura niente. E’ lo stesso per i miei giocatori. Molti di loro ne hanno passate tante in carriera. Siamo consapevoli dei nostri mezzi, di essere in una delle squadre più forti del campionato, ma ci sono altre tre quattro avversarie attrezzate molto bene. Non vinceremo a mani basse. La strada è lunga e difficile”. Grbic non rifugge dalle responsabilità, aggiungendo che “potevo continuare la mia avventura in Polonia (dove ha vinto l’ultima edizione della Champions League con lo Zaksa) come un Re. Solo che qui in Italia non ho ancora vinto, so quanto sia difficile. Per me è un grandissimo stimolo provare a farlo.

 

E’ più facile vincere da sfavoriti. Penso alla Serbia che ha vinto l’Europeo nel 2011 o l’Italia questa estate. Nessuno li riteneva in grado di riuscirci eppure è successo. In queste condizioni si va in campo con meno preoccupazioni. Alla Sir c’è gente che ha vinto Mondiali, Champions League, scudetti. Sanno che c’è la possibilità di fare qualcosa di buono. Vincere è un grandissimo stimolo. Siamo consapevoli delle pressioni”. Quelle con cui convivono anche quei club che proveranno ad interferire con i progetti di gloria della Sir. “In Italia, per lo Scudetto reputo in corsa Modena, Civitanova, Trento e Piacenza. In Champions League, oltre alle italiane, dico Dinamo Mosca, San Pietroburgo e lo Zaksa”. La chiosa è per il tema legato all’affluenza del pubblico nei palazzetti che a partire da lunedì aumenterà fino al 60%. “La presenza dei tifosi negli impianti non ha paragoni. Sono una persona che rispetta le regole ma qualcuno potrebbe anche spiegare la scelta del 60%. In altri contesti c’è il 100%. Siamo tutti vaccinati, abbiamo il green pass e le mascherine. Perché non si possono riempire i palazzetti?”. Un interrogativo legittimo in attesa delle risposte che Grbic si attende domani. Sul campo.