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Sabatini lascia il Bologna, quella frase del dirigente perugino "costruita una squadra a c***o"

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Walter Sabatini e il Bologna si lasciano. Ufficiale il divorzio, come si legge in una nota pubblicata sul sito del club e che fa capo a Free 2 Be Holdings Inc., la società controllante del Bologna e del Montreal: "il contratto di consulenza con Walter Sabatini di comune accordo non sarà rinnovato". "Ringrazio Walter per il lavoro svolto in questi anni e per il prezioso contributo di idee che ha dato ai due club anche nella fase iniziale del processo di condivisione di strategie e metodologie di lavoro. Ho conosciuto una persona di grande spessore umano, professionale e intellettuale: gli auguro le migliori fortune per il futuro" il saluto del presidente dei rossoblù, Joey Saputo. 

 

 

Il dirigente perugino lavorava per Saputo dal giugno 2019. Nato Marsciano, 66 anni, cresciuto nel Perugia, ha fatto parte della rosa che centrò la prima storica promozione in Serie A. Poi le esperienza a Varese, Roma. torna al Perugia, poi Palermo, Vicenza, Siracusa, Venezia, Parma e Pro Patria. Si cimenta da allenatore nel settore giovanile sempre del Perugia, ma sua vera strada è quella del dirigente. A Trieste, Arezzo e Perugia il suo fiuto da uomo mercato si affina e diventa un diesse capace di scovare talenti anche in capo al mondo con Lazio, Palermo e Roma, il suo grande amore. Poi le esperienze con la famiglia Zhang (Inter e Suning) e Saputo (Montreal e Bologna). Ora le dimissioni.

 

 

Il retroscena più "caldo" a Bologna racconta di una frase pronunciata dopo il ko di Empoli ("è stata costruita una squadra a c***o") che probabilmente ha avuto un peso importante. Di sicuro Sabatini è l'unico che si è preso le sue responsabilità salutando Bologna. In realtà il suo contratto era scaduto lo scorso 30 agosto ma la sua conferma era una formalità se solo avesse voluto. Invece l'assunzione di responsabilità di fronte all'ennesimo risultato negativo e il passo indietro, unico a metterci la faccia tra i tanti dirigenti (e tecnici) rossoblù.