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Ciclismo, terzo titolo italiano per Sara Mazzorana

 mazzorana

Dopo mezzo fondo in strada e gran fondo ecco il primo posto nella marathon bike

Michele Fratto
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E adesso sono tre i titoli italiani. Sara Mazzorana, talento, abnegazione e sacrificio tutto racchiuso nella 26enne biker ternana, si è imposta anche nella Marathon Bike della Brianza (categoria 80 chilometri per 2.300 metri di dislivello), centrando così la tripletta nei tricolori conquistati in appena due mesi. Dopo i due su gran fondo e mezzo fondo in strada, ecco arrivare il titolo nella maratona mountain bike, specialità dove la giovane ciclista del “Team Bike Therapy” spende la maggior parte della sua preparazione ma non per questo meno difficile nel raggiungere determinati traguardi. Partenza lanciata a ritmi altissimi, Sara ha tenuto per larghi tratti della gara che ha assegnato il titolo un ritmo forsennato, piazzandosi addirittura terza assoluta dietro a due professioniste tra le più in vista nel panorama continentale della disciplina. Ora, per la Mazzorana, altri impegni nel futuro prossimo, tutto con un continuo e attento sguardo alle dinamiche riguardanti il passaggio dalla categoria master a quella dei professionisti.

 

Sara, è arrivato il terzo titolo in due mesi. Quale dei tre ti aspettavi di meno? “Correndo principalmente in mountain bike, diciamo che i due su fondo stradale me li aspettavo di meno. Però c’è da fare una precisione. Nelle maratone in montagna molte donne vengono tirate da uno o più gregari. Io ho corso da sola, riuscendo per larghi tratti della gara a essere terza assoluta tra le concorrenti della categoria élite”. Quanta preparazione c’è dietro a un titolo in mountain bike? “Preparavo questo momento da un anno. Le aspettative per conquistare il titolo, ma non pensavo di andare così forte. Diciamo che se la mountain bike è più nelle mie corde, i due titoli su strada sono figli da tanta voglia e duro lavoro”.

 

Ora che hai raggiunto questi traguardi, quali saranno i prossimi? “Vorrei poter partecipare al circuito delle Tre Regioni e a quello dei Nove Colli, gare che danno tanta visibilità. Poi c’è la Capoliveri, dove correranno il Mondiale il giorno prima e poi la maratona da 80 chilometri il giorno successivo. Certo, sono gare con tanti iscritti ma vediamo”. Tutto in funzione di quale obiettivo principale nell’immediato futuro? “Chiaramente tutto è in funzione di un passaggio dalla categoria master a quella dei professionisti. Il livello è sicuramente più alto ma il problema resta più che altro logistico, con tante trasferte all’estero. Molti team stazionano tutti nel nord del Paese, e per me che sono umbra resta un po' complicato. In mezzo ci dovrebbe essere un investimento su un futuro trasferimento per poter realizzare questo passaggio. Sto cercando di capire giorno dopo giorno come poter fare per portare a termine questo obiettivo. Nel frattempo, mi godo i tre titoli appena conquistati”.