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Coach Mencarelli, un umbro campione del mondo

Luca Mercadini
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Luca Mercadini Tutto è nato in Umbria. E non poteva essere diversamente visto che Marco Mencarelli, il coach dell'Italia Under 18 campione del mondo, è nato da queste parti. Per l'esattezza a Orvieto, 53 anni fa. Orgoglio Lomurno “Lo rivendico con forza - grida Peppino Lomurno, numero 1 del volley regionale -. Giusto12 mesi fa è stato da noi per preparare l'avventura con la nazionale. Tra Foligno, Trevi e Marsciano le prime amichevoli con la Germania, ospite in terra umbra per un pre ritiro. Diversi giorni insieme con Mencarelli che non è voluto mancare nemmeno alle premiazioni del Torneo delle Regioni al Lirick di Santa Maria degli Angeli”. Lomurno entra poi nel dettaglio della figura di coach Mencarelli: “A livello giovanile è fortissimo. Del resto, per lui, parlano i risultati. E questo nuovo successo è un toccasana per il movimento pallavolistico italiano, anche se a livello femminile non esiste sport con più tesserati. Sono contento per Marco - continua Lomurno - perché sta portando avanti con successo un progetto destinato alla nazionale maggiore. E poi perché la nuova dirigenza Fipav l'ha subito richiamato in sella alla nazionale, dimostrando attenzione e sensibilità verso colui che aveva già ottenuto risultato lusinghieri, ma non faceva più parte di casa azzurra da qualche tempo”. Gli inizi con l'atletica Ma chi conosce Mencarelli fin da ragazzo e può raccontare vita, morte e miracoli dell'allenatore orvietano, è Carlo Moscatelli. Direte, cosa c'azzecca il presidente della Fidal regionale con l'uomo simbolo della pallavolo giovanile italiana? “Ve lo spiego io - attacca Moscatelli -. L'ho allenato fin da ragazzo nella Libertas Orvieto nell'atletica e nel volley. Una persona eccezionale, dal punto di vista umano e tecnico. E di grande umiltà. Nonostante i risultati ottenuti è rimasto quello di sempre”. Da Alviano... ai giorni nostri Ci racconti il suo approdo in nazionale: “Anni fa ad Alviano c'era un centro federale di volley. L'Italia a un cento punto si è ritrovata in mano la persona giusta al momento giusto. Bravo e preparatissimo con i giovani, perfetta conoscenza della lingua inglese e grande dimestichezza con la tecnologia che entrava in maniera preponderante nello sport”. Quella volta col Brasile Il resto è arrivato di conseguenza: “Studia tantissimo e si aggiorna in continuazione, ha il volley nel sangue. E poi è un vero vincente. Grande tattico. Ricordo quando vinse con il Brasile due anni fa. Erano 54 partite consecutive che la nazionale verdeoro ci superava. Compresa la fase eliminatoria. Ma in finale ai mondiali li ha incartati con una strategia studiata nei minimi particolari. La nazionale non può fare a meno di lui, non solo per i continui e ripetuti successi. Come si diceva una volta: dategli una ragazza alta, che poi la pallavolo gliela insegna lui...”. Tris d'oro E così, dopo l'argento agli Europei, ecco il trionfo di ieri mattina. L'oro mondiale senza macchia, solo vittorie con l'ultima, la più prestigiosa, ai danni della Repubblica Dominicana travolta con un perentorio 3-1. Un successo che fa il bis con quello ottenuto due anni fa a Lima con la Egonu e la Orro in squadra. Per Mencarelli è il terzo oro mondiale dopo quello conquisttao con la Juniores (2011) di Caterina Bosetti e Diuof...