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Paralimpiadi, Menciotti: "Grande emozione, ma valgo più del bronzo"

Riccardo amputato ad una mano dopo un incidente sul lavoro è diventato un atleta paralimpico di riferimento nel nuoto

Luana Pioppi
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Gioia e rammarico, unite insieme in un unico sentimento. Con questo spirito tornerà a casa da Tokyo il 26enne nuotatore ternano Riccardo Menciotti, vincitore di un bronzo nella staffetta 4x100 mista maschile conquistato nella 16esima edizione dei Giochi Paralimpici, che si sono disputati nella capitale Giapponese. Una medaglia arrivata nel decimo ed ultimo giorno di gare riservate al nuoto e ottenuta insieme a Simone Barlaam, Stefano Raimondi ed Antonio Fantin. Riccardo ha lanciato bene la staffetta italiana chiudendo la prima frazione in seconda posizione, a mezzo secondo dal russo (la cui squadra ha vinto l’oro), aprendo la strada a suoi compagni che hanno poi chiuso in 4'11"20.

 

 

“E' stata un'emozione grandissima”, commenta Menciotti. “Vincere una medaglia a Tokyo – prosegue - era l'obiettivo che mi ero prefissato da subito, appena concluse le Paralimpiadi di Rio. Sapevo che sarebbe stato difficilissimo, ma sapevo di poter vincere una medaglia individuale. Mi aspettavo di farlo nei 100 dorso (dove nella categoria S10 è giunto quarto, ndr) ma di certo ho sbagliato qualcosa o prima o durante la gara. La medaglia con staffetta era insperata, ma non perché non fosse competitiva ma perché fino all’ultimo Mondiale e anche all'Europeo di Funchal la formazione titolare non era questa. Alla fine è arrivato il bronzo che un po' ripaga degli sforzi fatti. Anche perché quest'anno avevo fatto determinate scelte, come quella di trasferirmi a Roma, per provare a dare il 110 per cento, ossia tutto quello che potevo".

 


Alla fine qual è il bilancio?
“Non può essere positivo perché mi aspettavo qualche cosa di meglio, di poter combattere al top in tutte le gare. Purtroppo non abbiamo trovato la condizione giusta. Torno a casa con la consapevolezza di valere più di quello che ho fatto”. 
Cosa farà Riccardo nei prossimi giorni?
“Mi prenderò qualche settimana di riposo perché qui è stata veramente dura visto che siamo stati 25 giorni in Giappone tra collegiale e villaggio olimpico. E' stata dura e lunga perché non c'era quel clima di 'libertà' che abbiamo vissuto a Rio, dove abbiamo passato 21 giorni che sono trascorsi con abbastanza leggerezza. Abbiamo speso molte energie nervose per rimanere concentrati visto che non avevamo modo di 'staccare' da quelle che erano le competizioni. Non avevamo momenti di 'leggerezza'. Sotto quest'aspetto ho sofferto molto magari se non fosse stato così sarebbe andata diversamente, ma non lo potrò sapere mai. Quindi torno a Terni con questo bronzo che un po' mi rincuora e che mi dà lo stimolo per andare avanti e mi fa capire che valgo di più”.