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Paralimpiadi, Valentini il ct di Montefalco fa il record di medaglie

 valentini

Sono 46 dopo Tokyo 2020, 13 d'oro. Nessuno come lui. La dedica a Zanardi

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Grande festa alle Paralimpiadi di Tokyo anche per il plurimedagliato Mario Valentini di Montefalco, ct della nazionale paralimpica di ciclismo dal 1998 e alla sua sesta Olimpiade, chiusa con sette medaglie: 1 oro, 5 argenti e 1 bronzo. “Sarà una rivincita per me e per mio figlio Mauro”, aveva dichiarato Valentini alla partenza, ricordando il figlio scomparso a febbraio di quest’anno a causa di un male incurabile. Valentini aggiunge questi meravigliosi podi alle 39 medaglie conquistate ai Giochi (12 quelle d’oro) prima di Tokyo.

 

 

 

Alla fine, dunque, sono 46 gli allori messi in bacheca dal paraciclismo di Valentini (classe 1942) che ha cominciato a Sydeny 2000. E’ il commissario tecnico che in Italia ha vinto più titoli: ben 107: 12 solo nei vari Mondiali: (6 in velocità e 6 nel mezzofondo) come ct della nazionale ciclistica normodotati, dove ha ricoperto l’incarico per 12 anni e adesso sono 95 con quella paralimpica, dove è attivo dal 1998.

 

 

 

Ora brilla il titolo della staffetta Team Relay che ha messo in mostra lo spirito di squadra di una Nazionale che ha corso anche nel segno di Zanardi, allievo di Valentini. E' la conferma che il paraciclismo resta uno dei punti di forza del movimento federale. "Abbiamo fatto vedere ancora una volta di cosa siamo capaci” ha dichiararto Valentini in una intervista ufficiale della Federciclismo, “Sono orgoglioso di ognuno dei miei ragazzi, che hanno mostrato lo spessore di questo gruppo, umano ancor prima che agonistico. Siamo uniti, siamo umili, siamo vincenti: questo è quello che dimostriamo prova dopo prova. Abbiamo vinto la gara più bella, come diceva sempre mio figlio Mauro. Un successo che ha dato un significato diverso ai risultati precedenti e ci ha finalmente fatti esplodere di gioia. Ce lo meritiamo, è la giusta ricompensa per questi 5 anni di instancabile lavoro. Abbiamo risposto sul campo alle critiche arrivate sulle nostre scelte tecniche e ai dubbi sul nostro futuro: bisognerebbe parlare solo quando si hanno competenze e corrette informazioni. La mia porta è sempre aperta per qualsiasi confronto".