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Pallavolo, l'Italia femminile è campione d'Europa: a Belgrado sconfitta 3-1 la Serbia

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Un'estate magica, che anche nel finale regala infinite gioie sportive all'Italia. La nazionale femminile di volley è campione d’Europa. Le italiane hanno superato in finale le padrone di casa della Serbia per 3-1 nella finale disputata a Belgrado. Questi i parziali: 24-26, 25-22, 25-19, 25-11. "Vendicata" così la sconfitta ai Giochi olimpici subita proprio contro la Serbia ai quarti di finale. La nazionale azzurra si laurea campione del prestigioso torneo per la terza volta nella sua storia. 

 

 

"È un trionfo bellissimo per tanti motivi, non sto qui a elencarli perché sono davvero tanti. Sono contentissimo per le ragazze, ce l’hanno messa tutta per andarsi a prendere la medaglia d’oro e il risultato di questa sera è il giusto premio per come sono state in campo, per come hanno sofferto e per la capacità di ritrovare le sensazioni giuste". Così Davide Mazzanti, commissario tecnico della Nazionale dopo il trionfo. "Sono molto felice per tutto il nostro movimento pallavolistico, perché quando la nazionale vince a beneficiarne è tutto il movimento, così come era stato per la medaglia d’argento al Mondiale 2018", ha spiegato. "Ne avevamo bisogno un pò tutti, sia noi da dentro, che il mondo della pallavolo italiana. La sensazione più bella è stata vedere la squadra nel quarto set esprimere tutto il proprio talento. Era un pò di tempo che non vedevo le ragazze farlo: bello vincere, ma ancora di più nella maniera che l’abbiamo fatto", ha aggiunto.

 

 

"Non riesco a crederci, sono felicissima, abbiamo giocato un ottimo match". Miriam Sylla non trattiene la gioia per il titolo appena conquistato a Belgrado. "Sapevamo che ogni volta è dura contro la Serbia e ci siamo ricordate della partita alle Olimpiadi - il riferimento allo 0-3 nei quarti di Tokyo - Non avevamo giocato come sapevamo ma abbiamo deciso di venire qui a dimostrare qualcosa e abbiamo dimostrato quello che sappiamo fare. Dopo l’Olimpiade non ci siamo abbattute, abbiamo lavorato duro perchè volevamo vincere qualcosa".