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Paralimpiadi, Fantin oro e record del mondo nei 100 stile libero: "Un sogno che diventa realtà"

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Oro, record del mondo e campane in festa in quel di Bibione. L’urlo liberatorio subito dopo la presa di coscienza del titolo paralimpico e del primato. Antonio Fantin nuota la batteria di qualificazione con un crono di 1’04"16, tempo che gli regala non solo la corsia 4, ma anche il nuovo record paralimpico sulla distanza dei 100 stile libero S6. Nella finale della mattinata italiana, l’atleta allenato da Matteo Poli e tesserato per il GS Fiamme Oro/Ssd Lazio nuoto si impone con un 1’03"71 salendo così sulla vetta dell’olimpo e nella storia: medaglia d’oro e record del mondo. L’azzurro del dt Riccardo Vernole migliora il suo primato mondiale (1’03"76) siglato ai Campionati Europei di Funchal, in Portogallo, a maggio scorso. I primi 50 metri li fa tutti al terzo posto per poi rimontare sul ritorno dando così le spalle al colombiano Crispin (1’04"82) e al brasiliano Glock (1’05"45). "È il sogno che diventa realtà. Un sogno che ho coltivato da anni. Questa medaglia la dedico al mio allenatore Matteo ad Antonio piccolo e alla mia mamma Sandra che, anche quando non mi andava, lei con pazienza mi portava in piscina"  dice Fantin ai microfoni di RaiSport.

 

 

Suonano le campane a Bibione del parroco Don Andrea, molto legato al campione paralimpico e alla sua famiglia, suona le campane della parrocchia ad ogni vittoria internazionale. "È una grande città Bibione - sorride Antonio - perché grandi sono le persone. Questa cittadina è sempre con me, sono orgoglioso di essere bibionese, di esser veneto e soprattutto di essere italiano. Tokyo è un sogno che si realizza, questo oro pesa davvero molto come significato. C’è molto lavoro dietro a questa medaglia che peraltro non è solo mia ma di tutte quelle persone che sono nel dietro le quinte e lavorano silenziosamente. Sul podio va solo una persona, ma è un lavoro di squadra, quindi è di tutti un successo di tutti. Ora - conclude il primatista mondiale - si va verso nuovi obiettivi, bisogna sempre avere fame di cose nuove, senza fermarsi mai".

 

 

Così gli azzurri nelle altre finali: quarto posto per Stefano Raimondi (GS Fiamme Oro/Verona Swimming Team) nei 400 stile libero S10 in 4’07"38; settimo per Federico Bassani (SS Lazio nuoto) nei 100 rana SB11 in 1’20"57; ottavo per Martina Rabbolini (Non Vedenti Milano) nei 100 rana SB11 1’34"29.