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Atalanta, Percassi: "Gomez ceduto per grave atto di indisciplina verso la società"

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L’Atalanta rompe il silenzio dopo le accuse mosse dal Papu Gomez. Il presidente Antonio Percassi, tramite un comunicato ufficiale, ha voluto specificare quali sono stati i motivi che hanno spinto la dirigenza a cedere il calciatore argentino al Siviglia. "Mi spiace tornare a parlare della vicenda, ma la cessione di Alejandro Papu Gomez è stata voluta da Antonio Percassi, presidente dell’Atalanta, per un grave atto di indisciplina nei confronti della società. Altro non c’è da aggiungere".

 

In un’intervista al quotidiano La Nacion il giocatore aveva accusato la proprietà di averlo scaricato dopo sette anni e nonostante l’ottimo rapporto che c’è sempre stato con la famiglia Percassi. "Il trattamento che ho ricevuto dalla proprietà mi ha fatto molto male. Credo che sia stata una questione economica, hanno preferito continuare con Gasperini perchè sanno che fa guadagnare molti soldi al club. E poi mi hanno chiuso le porte del calcio italiano", aveva ribadito il giocatore nelle scorse ore. "Non capisco perchè Gasperini si ostini a dire bugie, ci sono 50 testimoni. Io ho detto di aver sbagliato, non so perchè lui non riesca ad ammettere la verità". Gomez è poi tornato a parlare sulle colonne de L’Eco di Bergamo rispondendo nuovamente al tecnico nerazzurro: "Si può litigare, ma il modo in cui mi sono lasciato con l’Atalanta fa male. Con i Percassi c’è sempre un rapporto speciale: il giorno che sono partito per Siviglia sono stato un’ora nei loro uffici, abbiamo parlato e abbiamo pianto insieme, non riuscivamo a credere a come era andata". Il centrocampista ha ribadito la sua delusione su come è terminato il rapporto: "Non riesco solo a capire come in venti giorni io sia stato fatto fuori. Avevo chiesto di cedermi e non mi lasciavano andare. Pensavo di continuo all’aggressione e non riuscivo a guardarlo in faccia". Gomez ha voluto comunque ringraziare l’allenatore per quanto fatto dal punto di vista tecnico, ma non è mancata una frecciata dal punto di vista umano: "Non avrei mai detto alla società 'o io o Gasperini', ma se non hai il coraggio di chiedermi scusa non si può continuare. Ringrazio Gasperini per avermi migliorato, ma una cosa così è inaccettabile. Forse c’è un motivo se viene fischiato in molti stadi".