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Vanessa Ferrari, l'amore per Simone e gli infortuni. La maledizione Olimpiade da sfatare

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Alle 10,57 scatta l'appuntamento con la storia per Vanessa Ferrari, la ginnasta azzurra alla quarta partecipazione all'Olimpiade. La trentenne originaria di Orzinuovi, in privincia di Brescia, si gioca una medaglia dopo le tre precedenti sfortunate partecipazioni. Con la sua esibizione a corpo libero Ferrari si è qualificata prima per la finale individuale sulle note di “Con te partirò” di Andrea Bocelli e stavolta può farcela. C'è infatti grande attesa per lei in Italia: dopo Jacobs e Tamberi potrebbe essere un'altra medaglia figlia del riscatto. 

 

 

Vanessa Ferrari è stata la prima italiana a vincere un oro mondiale in ginnastica artistica. Dopo 30 medaglie internazionali, tra cui 11 ori, e 22 titoli a livello nazionale, l'atleta ora vuole l'unica medaglia che le manca: quella dell'Olimpiade. L'oro mondiale lo conquistò nel 2006, ad Aarhus in Danimarca. Vanta poi un argento e tre bronzi mondiali, otto medaglie ai Campionati europei tra il 2006 e il 2019 (di cui quattro ori), cinque vittorie in Coppa del Mondo tra il 2007 e il 2019 e 8 ori in due edizioni dei Giochi del Mediterraneo, che ne fanno la sportiva italiana più vincente nella storia di tale rassegna. Dal 2009 gareggia per il gruppo sportivo dell'Esercito Italiano, forza armata nella quale riveste il grado di Primo caporal maggiore. Soprannominata La Farfalla di Orzinuovi e La Cannibale, è anche la prima ginnasta italiana ad avere eseguito lo Tsukahara avvitato "Silivas", un doppio salto indietro raccolto con doppio avvitamento. Nella vita privata Vanessa da qualche anno è fidanzata con Simone Caprioli, che è anche il manager della ginnasta. I due vivono da tre anni insieme a Manerbio insieme a Taiga e Sneja, due Siberian Husky. Prima di Caprioli, Vanessa era stata fidanzata con il collega Andrea Cingolani.

 

 

Tra infortuni e medaglie di legno ai Giochi Olimpici, la carriera di Vanessa è stata ricca anche di delusioni. Dopo l'esplosione nel 2007 si frattura l'osso scafoide del piede, riesce a qualificarsi all'Olimpiade di Pechino (2008) ma gareggia con una tendinite acuta e non riesce a partecipare alle finali. All'Olimpiade del 2012, a Londra, riesce a qualificarsi al corpo libero e nell’all-around individuale e a squadre. Si presenta al corpo libero con un salto mai eseguito prima: un enjambé cambio ad anello con 360° di rotazione, che viene inserito nel Codice dei Punteggi con il nome “Il Ferrari” ma chiude al quarto posto. Stessa posizione all'Olimpiade del 2016 a Rio nella finale di corpo libero. Nella finale del Mondiale 2017 si rompe il tendine di Achille, dopo 500 giorni di riposo e riabilitazione torna a gareggiare alla Coppa del Mondo di Melbourne nel 2019, dove vince l’oro al corpo libero. Poi è costretta a fermarsi di nuovo e si sottopone a interventi ad entrambe le caviglie. Dopo un problema autoimmune alla tiroide, torna in gara nel 2020 prima dello stop per Covid. Ora l'Olimpiade.