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Elisa Di Francisca, dura replica del ct Cipressa: "Voltafaccia, sputa veleno nel piatto in cui ha mangiato"

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La scherma è finita nel mirino dopo le critiche dell'ex campionessa olimpica Elisa Di Francisca al ct e ad alcune sue colleghe (Arianna Errigo su tutte), per l'assenza di ori nel medagliere olimpico dopo tante edizioni ricche di successi. Il ct Andrea Cipressa ha replicato duramente all'ex fiorettista con un lungo post su facebook. "Sono consapevole del lavoro da fare e non mi nascondo certo dietro a un dito ma mal digerisco la cattiveria gratuita e la maleducazione. Chi vince festeggia e chi perde impara. Non ho alcuna voglia di censurare le critiche che mi vengono mosse, purché esse siano costruttive e non si limitino a una violenza verbale inaudita e insulti pesanti e gratuiti che scaturiscono da odi, antipatie personali e faide di fazioni opposte", ha affermato.

 

 

Poi il riferimento alla Di Francisca si è fatto ancora più evidente: "Sono pronto al confronto e a un mea culpa se necessario ma non accetto voltafaccia disgustosi da chi, fino a poco tempo fa, mi osannava con messaggi di stima, apprezzamento e affetto. Il riferimento alla ex fiorettista di Jesi che, dall’alto del suo ruolo di opinionista "sputa veleno nel piatto in cui ha mangiato sminuendo pure il valore di atlete che, se pure non quello sperato, hanno ottenuto un risultato olimpico degno di rispetto, non è assolutamente velato, anzi", queste le parole del ct. 

 

 

"Ringrazio Julio Velasco - ha aggiunto Cipressa - per aver espresso in maniera chiara ed esplicita un pensiero che molti, fortunatamente, condividono. Non cerco giustificazioni a vittorie o sconfitte dalle une e dalle altre si impara e si costruisce. A volte però tacere è di una raffinatezza indiscussa". 

 

 

Cipressa ha quindi concluso: "Vivo di sport e per lo sport e questo mi ha fatto sperimentare sempre emozioni incredibili: da vittorie straordinarie (le ricordate ancora?) che nutrono l’anima a pesanti delusioni dalle quali credi di non poterti più riprendere. Invece ci si riprende eccome e lo dico perché l’ho vissuto sulla mia pelle. Fa male e brucia ma, nel calendario della mia mente le più crudeli cadute sono tuttora dei punti cardine della mia crescita come uomo di sport e come persona", ha sottolineato il ct.