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Mirko Zanni, bronzo all'Olimpiade nel sollevamento pesi: la dedica al nonno e a Silvia che non è la fidanzata

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La seconda giornata di gare ai Giochi Olimpici di Tokyo, oggi 25 luglio, si conclude per la comitiva azzurra con il terzo bronzo della giornata (quinta medaglia per l'Italia in questa edizione dell'Olimpiade). In questo caso una medaglia davvero pesante quella conquistata nel sollevamenti pesi, categoria 67 chili, da Mirko Zanni. L'atleta friulano nella finale dell'Olimpiade ha alzato complessivamente 322 chili, nuovo record italiano, centrando così il podio dietro al cinese Chen (332 kg) e del colombiano Mosquera Lozano (331 kg). Quella di Zanni è la quinta medaglia per l'Italia in questa edizione dei Giochi. Zanni ha alzato 145 kg nel primo turno, ma al secondo nello strappo è riuscito, al terzo e ultimo tentativo, a sollevare i 177 chili che gli sono valsi questo preziosissimo bronzo. Conclusa la prova Mirko ha scaricato la tensione scoppiando a piangere di gioia.

 

 

Nato a Pordenone il 16 ottobre del 1997, Zanni - originario di Cordenons - è un sollevatore italiano che aveva già ottenuto l'argento europeo ad aprile a Mosca, Nei primi anni della sua carriera, il ragazzo friulano aveva collezionato due titoli di campione italiano under 17, un terzo posto ai campionati italiani assoluti, un secondo posto ai campionati italiani juniores, un secondo posto ai campionati italiani under 17 e un argento alla Coppa Italia Esordienti. Nelle competizioni internazionali si era messo in mostra ai Campionati Europei Under 17 conquistando un oro e un argento in tre partecipazioni (2012, 2013, 2014). Nel 2013 prende parte ai campionati mondiali under 17 chiudendo al diciannovesimo posto. Dopo il bronzo ai Giochi olimpici giovanili di Nanchino 2014 e l’argento nello slancio ai mondiali giovanili di Tokyo 2017, sono arrivati un bronzo nello strappo ai Mondiali 2017, due medaglie di argento (oltre a quella dello scorso aprile) e una di bronzo agli Europei, oltre al successo nella tappa di Roma della Coppa del mondo 2020.  Quest'anno la defintiva esplosione tra i "grandi" con quella che è un'autentica impresa. “Mirko Zanni rompe un digiuno durato 37 anni, iniziato dopo il lontano oro olimpico conquistato a Los Angeles nel 1984 da Norbert Oberburger. Un bronzo che entra nella storia!!!”, spiega infatti la FIPE sulla propria pagina Facebook.

 

 

Dopo la premiazione la dedica toccante al nonno "perché nell'ultimo strappo, da lassù, mi ha dato una mano" ha detto commosso. Curiosa anche la storia della sua cintura: "Ha 30 anni di servizio, poverina, è ora di farla riposare. Finito il ciclo olimpico, la riporrò in bacheca: me l’ha data mio padre. Ogni gara, ogni allenamento, l’ho fatto con lei. L’ho chiamata Silvia così perché l’ho ricevuta subito dopo la prima delusione sentimentale, definiamola così: la ragazzina si chiamava Silvia. Anche se si è ancora adolescenti, sono cose che ti rimangono dentro".