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Berrettini e la rinuncia a Tokyo: "Non avrei potuto lottare per una medaglia, meglio lasciar perdere"

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Matteo Berrettini è tornato a parlare dopo l'infortunio che lo ha costretto a rinunciare alle Olimpiadi di Tokyo, al via dal 23 luglio. "Era un appuntamento che aspettavo da due anni. Per un attimo ho pensato di andare ai Giochi anche rotto ma avrei rischiato di peggiorare la situazione. Ora vivere nel Villaggio olimpico resta un mio grande sogno", ha affermato il tennista finalista a Wimbledon in una intervista a La Stampa

 

 

Berrettini ha quindi ammesso: "Non sarei riuscito a fare quello che volevo, ovvero a lottare per una medaglia. Dopo lunghe riunioni con il team ho deciso di lasciar perdere", ha aggiunto il tennista azzurro.

 

 

Il numero uno del tennis azzurro ha quindi proseguito: "Fin da piccolo vivere nel villaggio a contatto con gli altri atleti era uno dei miei sogni. Altri la pensano diversamente ma io non giudico (riferimento a Sinner? ndr). Va detto che è un’edizione difficile per via delle restrizioni causa Covid 19 e della mancanza di pubblico. Ora Parigi2024 per me diventa un obiettivo ancora più importante", ha precisato il giocatore romano, recente finalista a Wimbledon. Su Novak Djokovic, Berrettini ha sottolineato: "E' il più forte, e quello che sa gestire meglio certe situazioni. Però non è scontato. Senza pubblico, due set su tre e con le aspettative che si ritrova, non è un compito facile. Tanti possono metterlo in difficoltà. A Wimbledon - ha aggiunto -sono entrato in campo pensando che potevo vincere. Novak è il numero 1 al mondo, e quello che per caratteristiche tecniche mi fa giocare peggio. Anche dopo il primo set sapevo che la strada era lunga, ma penso di aver fatto un passettino in avanti. Ora so che è difficile, ma non impossibile". Vedremo se Berrettini avrà di nuovo questa opportunità ai prossimi Us Open, dove peraltro Nole insegue il Grande Slam.