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L'Umbria in festa con Spinazzola campione d'Europa

 spinazzola

Il folignate: "Doveva andare così". La moglie Miriam: "Sono al settimo cielo". La sorella Valentina: "Lui ha fatto coraggio a noi"

Luca Mercadini e Marco Morosini
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E’ stato il primo degli azzurri a salire sul palco per ricevere la medaglia d’oro di campione d’Europa. Leonardo Spinazzola con le stampelle ha percorso l’intero corridoio per ricevere le congratulazioni del presidente della Figc, Gabriele Gravina, e della Uefa, Aleksander Ceferin. Poi ha alzato la Coppa, insieme agli altri, tra il tripudio dei tifosi. Giusto premio per il folignate costretto a dare forfait all’Europeo nel momento migliore. La lesione al tendine d’Achille nella gara con il Belgio, il dolore e la rabbia. Ma anche l’abbraccio di tutti gli italiani e l’affetto dei compagni che lo hanno sostenuto e chiamato accanto a loro per la finale di Wembley.

 

“Un’emozione unica. Si vede che doveva andare così. Diciamolo a gran voce”, ha detto Spinazzola dopo i calci di rigore che hanno riportato il trofeo continentale in Italia dopo 53 anni. Con lui la moglie presente in tribuna a urlare per gli azzurri e Leonardo primo tifoso sul palco delle autorità: “Sì ero sulle tribune dello stadio londinese, molto agitata - confessa Miriam -. Assistere a questo evento è stata un’emozione unica che non dimenticherò mai, per tutta la vita…e vedere mio marito lì felice, è stato qualcosa di inspiegabile. Tutto troppo bello. I giorni che hanno preceduto finale e semifinale sono stati vissuti bene da Leonardo, anche se non è mancata un po’ di ansia. Non vedeva l’ora di raggiungere i suoi compagni a Londra, essere lì con loro per vivere quei momenti. Noi come famiglia gli siamo stati sempre accanto - continua Miriam -, abbiamo cercato di strappargli qualche sorriso, nonostante i periodi duri. Leo, devo dire, è comunque diventato molto forte mentalmente e come avete visto è sempre sorridente, nonostante tutto quello che ha passato. E’ una forza della natura. Dire oggi di essere felice per questo traguardo è riduttivo. Io sono al settimo cielo”. Poi un passo indietro: “Dopo l’infortunio non sono stati giorni facili. Questa vittoria ci ha ripagato di tutte le sofferenze. E’ stato un mese intenso, pieno di emozioni e alla fine stupendo. Una grande vittoria. Se la sono meritata i ragazzi, Leo più che mai. Adesso andremo qualche giorno al mare con i nostri figli, ci rilasseremo un po' e se ci riusciremo faremo qualche giorno anche a Foligno”. 

 


Da Miriam a Valentina, sorella di Leonardo: “Felici ed orgogliosi come famiglia del successo di Leonardo. Se lo meritava, purtroppo l’infortunio ha rovinato una parte della nostra felicità e la serenità di tutti noi. Ma Leo è forte, pensate che è stato lui che ha fatto coraggio a noi in queste ore. E’ stata una lunga serie di emozioni, anche difficili da gestire. Quando ha ricevuto la medaglia nella premiazione finale si vedeva la gioia nei suoi occhi”. Ma anche in quelli di tutti i folignati, in testa il sindaco Zuccarini e l’assessore allo sport Barili che lo aspettano in Comune per un meritato riconoscimento: “E’ l’immagine dell’Italia che si rialza e che torna più forte di prima”. Leo, il migliore azzurro prima dell’infortunio, due volte man the match, incontenibile nelle sue sgasate, il top player inseguito da Real e Chelsea, catapultato d’amblè nella sofferenza dell’infortunio. Ecco, in quel momento, non solo Foligno e l’Umbria che bene lo conoscono, ma un’intera nazione si è riconosciuta in lui. Il suo dolore è diventato quello del popolo italiano. Tutti hanno trepidato in questi giorni con lui, tutti hanno gioito con Leo nella magica notte di Wembley.