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Roma, Mourinho day: "Non siamo qui in vacanza. Nessuno può essere paragonato a me o Herrera"

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"Voglio ringraziare subito i tifosi, sono già in debito con loro per l’accoglienza ricevuta" è l'esordio di Josè Mourinho da nuovo tecnico della Roma. La conferenza stampa di presentazione è ricca di spunti, tra una nuova filosofia calcistica "quello che la proprietà vuole non è il successo oggi e i problemi domani ma una situazione sostenibile", qualche slogan ("non siamo qui in vacanza"), qualche battuta ("Ronaldo? Non deve aver paura di me, io non gioco") e pure qualche stoccata. Una a Conte, seppure indiretta. "Ci sono allenatori nelle storie del club che tu non devi paragonare mai. Qui, per esempio, non si può paragonare nessun con Liedholm o Capello. Quando parli dell'Inter, nessuno può essere paragonato a me o Herrera".

 

 

Per il resto il Mourinho Day è stato abbastanza sobrio con il tecnico portoghese attento a non diffondere facili entusiasmi. "Vincere? Non è un'ossessione per me pensarla così. Non possiamo scappare dalla verità, come è vero che abbiamo finito a 29 punti in campionato dietro la prima e 16 dietro il quarto posto. Non possiamo scappare da questa realtà ma vogliamo capire bene perché e il tragitto e come farlo, fino ad arrivare dove vogliamo. Stiamo parlando di tempo, è una parola che tutti noi condividiamo. E' stata una parola chiave quando ci siamo incontrati per la prima volta con la società. Se possiamo accelerare questo processo, meglio. E' la mia natura e voglio che i giocatori abbiano questa mentalità". 

 

 

Anche sul mercato non si è fatto scappare alcuna anticipazione: "Conoscere il gruppo. Non andiamo a cambiare cose prima di non sapere come è composto il gruppo. Ovviamente ci sono dei principi non negoziabili, basicamente è questo. Oggi c’è il primo giorno di allenamento e voglio che i miei giocatori sappiano subito il nostro modo di allenare. Dzeko? Prima devo parlare con lui e poi con la società. Se ho chiamato qualche giocatore? No, nessuno".