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Sinner dice no alle Olimpiadi, Barazzutti: "Mortifica la più importante competizione al mondo"

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"Non è stata una decisione facile da prendere ma ho deciso di non partecipare ai Giochi Olimpici quest’anno. Devo concentrarmi sulla mia crescita”. Con un post sui social Jannik Sinner ufficializza la sua rinuncia alle Olimpiadi di Tokyo in programma dal 23 luglio all’8 agosto. Una decisione che arriva al termine di un periodo negativo per il ventenne azzurro di San Candido, eliminato al primo turno di Wimbledon per mano dell’ungherese Marton Fucsovics dopo il torneo agrodolce disputato al Roland Garros.

 

 

"Ho bisogno di questo tempo per lavorare sul mio gioco, il mio obiettivo è diventare un miglior giocatore in campo e fuori. Spero che potrete capire il mio ragionamento dietro a questa decisione. Sento che questa sia la scelta migliore per il mio futuro” ha spiegato ancora nel suo post Sinner. Ma alcuni non sono per niente d'accordo sulla scelta dell'altoatesino. A iniziare da Corrado Barazzutti, ex numero 7 del mondo da giocatore (semifinalista al Roland Garros e agli US Open, vincitore della Coppa Davis nel 1976) ma anche ex allenatore della nazionale italiana maschile (dal 2001 al 2020) e femminile (vincendo la Fed Cup nel 2006, 2009, 2010 e 2013). “Fa impressione vedere Djokovic, 34 anni, entusiasta di partecipare alle Olimpiadi. Dispiace vedere Jannik Sinner, 20 anni, mortificare la più alta competizione mondiale come valori" scrive durissimo sui social Barazzutti.

 

 

E ancora: "Nessun atleta senza problemi fisici rinuncerebbe per niente al mondo ai Giochi Olimpici. Soprattutto alla prima partecipazione. Sinner ha già rinunciato due volte alla Coppa Davis. Evidentemente se non crede in certi valori, se non valgono certi principi, tutto sommato meglio stare a casa. Peccato per Jannik, mai fu fatta scelta più sbagliata". Sara Lorenzo Musetti a sostituire Sinner e completare così la spedizione azzurra a Tokyo che vedrà in azione anche Matteo Berrettini, Fabio Fognini, Lorenzo Sonego, Camila Giorgi e Jasmine Pasolini.