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Filippo, il primo figlio di Roberto Mancini: è nato nella stagione dello Scudetto della Sampdoria

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Filippo Mancini è il primogenito di Roberto Mancini, attuale commissario tecnico della Nazionale impegnata agli Europei di calcio. Sabato 26 giugno l'ottavo di finale tra gli azzurri e l'Austria. Filippo è uno dei tre figli avuti dal ct, tutti con la prima moglie Federica Morelli. Mancini è attualmente sposato con Silvia Fortini. Filippo, nato il 13 ottobre 1990, durante la militanza del padre con la casacca della Sampdoria (o meglio, proprio durante la stagione dell'unico Scudetto blucerchiato) e ha intrapreso (senza grande successo) la carriera di calciatore professionista.

 

 

Ha inizialmente fatto parte degli Allievi Regionali dell’Inter nel 2005, facendo l’esordio in prima squadra nei sedicesimi di finale di Coppa Italia 2007-08. Passato in prestito al Manchester City, sotto la gestione del padre, il prosieguo della sua carriera non è stato proficuo come sperato.

 

 

In una vecchia intervista datata 2016, aveva sparato a zero sugli attuali proprietari dell'Inter, gli Zhang e Suning, che appena arrivati di fatto esonerarono Mancini dalla panchina nerazzurra: "Papà ha sempre fatto il bene dell’Inter, ama questa squadra, altrimenti non sarebbe tornato. Ero abituato ad un calcio diverso, con presidenti diversi, che tenevano veramente alla propria società, senza secondi fini. Con l’arrivo di Thohir e, successivamente, dei cinesi le cose sono cambiate - ha dichiarato tempo fa lo stesso Filippo -. Questa è gente più abituata a fare business che ad occuparsi di calcio e ho il presentimento che non abbiano ben capito cosa sia l’Inter, una società che fino a poco tempo fa aveva un potere mondiale secondo a nessuno. Non è la priorità per loro, sembra abbiano in mano un giocattolo". Parole che stando alle difficoltà del club nerazzurro (nonostante lo Scudetto vinto) di questi mesi, sembrano quasi profetiche.

 

 

Un amore che non è mai sbocciato quello tra la dirigenza cinese e Mancini: "Papà non andava bene a loro e loro non andavano bene a papà. Li ha visti al massimo un paio di volte, hanno preso l’Inter e sono spariti. Mi dispiace per come è finita con mio padre, era praticamente l’unico a metterci la faccia con i tifosi e per la sua figura è impensabile proporgli un rinnovo di contratto estromettendolo dal mercato", aveva affermato. Polemiche dimenticate, visto che l'avventura sulla panchina della Nazionale (dopo i titoli vinti con Inter e City) rappresenta probabilmente l'apice della carriera da allenatore di Mancini.