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Euro 2020, il futuro di Eriksen e le rivelazioni di Schmeichel

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Il giocatore della Danimarca potrebbe tornare in campo. L'ex portiere: "Era 3-0 a tavolino se non si tornava in campo"

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"Carriera finita per Eriksen? Non è detto, bisogna vedere che cosa ha determinato l’arresto cardiaco, se la patologia è curabile e rimediabile il giocatore potrebbe teoricamente tornare a giocare. Non si deve escludere questa possibilità". Così Bruno Carù, specialista in cardiologia e medicina dello sport, a RadioAnch’io Sport, su RadiounoRai. "C’era qualcosa che non andava bene nel cuore del giocatore prima della partita, lo stress non c’entra niente. Il cuore non funziona così. Test attuali non rivelerebbero anomalie? Ci sono delle situazioni non facili da riconoscere, c’è per esempio una situazione come la sindrome di Brugada che si manifesta solo con una alterazione dell’elettrocardiogramma", ha aggiunto.

 

Intanto c'è la rivelazione di Peter Schmeichel. La UEFA ha messo nelle condizioni la Danimarca di decidere se perdere 3-0 qualora non fosse riuscita a portare a termine la partita con la Finlandia. Lo ha detto l’ex portiere danese, come riporta il quotidiano britannico Sun. La partita è stata interrotta poco prima dell’intervallo quando il centrocampista danese dell’Inter, Christian Eriksen, è crollato in campo per un arresto cardiaco. Dopo la rianimazione cardiopolmonare il calciatore è stato portato in ospedale, dove è stato confermato che era sveglio e stabile dopo l’arresto cardiaco. La partita del Gruppo B è stata sospesa, ma le squadre sono poi tornate in campo per giocare con la Finlandia. L’Uefa ha fatto subito sapere che il match è ripreso su espressa richiesta di Eriksen. Ma l’ex portiere danese Schmeichel , il cui figlio Kasper era in porta sabato, ha rivelato che la sua nazione avrebbe perso la partita se non l’avesse completata. Schmeichel ha così dichiarato nel programma televisivo Good Morming Britain: "Hanno detto che i giocatori hanno insistito per giocare. So che non è la verità. O è così che vedi la verità. Rimasero con tre opzioni. Una era quella di giocare subito e far giocare gli ultimi 50 minuti. L’altra era giocare il giorno dopo e concludere il match. E la terza opzione era quella di rinunciare alla partita e perdere 3-0".

 

"Ci siamo sentiti stamattina (ieri, ndr.). Ha scherzato, era di buon umore, l’ho trovato bene. Vogliamo tutti capire cosa gli sia successo, vuole farlo anche lui: i medici stanno facendo degli esami approfonditi, ci vorrà del tempo". È quanto dichiara l’agente di Christian Eriksen, Martin Schoots, alla Gazzetta dello Sport, il giorno dopo l’arresto cardiaco del giocatore avvenuto durante la partita con la Finlandia. "Ha capito quanto amore ha intorno. Gli sono arrivati messaggi da tutto il mondo. Ed è rimasto particolarmente colpito da quelli del mondo Inter: non solo i compagni di squadra che ha sentito attraverso la chat, ma anche i tifosi. Christian non molla. Lui e la sua famiglia ci tengono che arrivi a tutti il loro grazie. Mezzo mondo ci ha contattato, tutti si sono preoccupati. Ora deve solo riposare, con lui ci sono la moglie e i genitori. Anche domani (oggi, ndr) resterà in osservazione, forse pure martedì. Ma in ogni caso vuole fare il tifo per i suoi compagni contro il Belgio", ha aggiunto.