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Vialli e Mancini, l'amicizia e le liti: "Una volta non ci parlammo per una settimana"

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Roberto Mancini e Gianluca Vialli sono stati due grandi attaccanti, che hanno fatto le fortune della Sampdoria soprattutto a fine anni Ottanta e inizio anni Novanta: nel 1991 i blucerchiati vinsero lo Scudetto, prima ancora Coppa Italia e la vecchia Coppa delle Coppe. Erano soprannominati i Gemelli del gol, ma non sono mancati i litigi: "Succedeva spesso, ma mai per motivi gravi. Una volta per esempio abbiamo litigato e non ci siamo parlati una settimana - ha spiegato Mancini in una vecchia intervista -. Ma era una cavolata, una cosa di campo per un pallone non chiamato. Per un po’ ci siamo chiamati per cognome. Poi nella partita seguente gli ho tirato sulla testa e la palla è andata in porta. Quindi abbiamo fatto pace subito. Chi era più forte? Tra me e lui non c’era partita, io ero troppo più forte", ha scherzato ma non troppo l'attuale ct della Nazionale.

 

 

Mancini è entrato ulteriormente nel dettaglio: "Ci conoscevamo già per avere giocato nelle giovanili azzurre dove io, senza sapere che poi sarebbe arrivato davvero a Genova, gli dicevo di venire alla Sampdoria. Mantovani - ha aggiunto - voleva creare una squadra che andasse contro l’establishment del nostro calcio, forte come le migliori". E l'obiettivo è stato raggiunto.

 

 

Mancini in quella vecchia intervista ha ricordato pure il suo rimpianto: "Il più grande è quello di non avere vinto il Mondiale nel 1990, lo avremmo meritato. Soltanto la finale di Coppa Campioni del 1992 è paragonabile a quella delusione. Perché se l’Italia era la nazionale più forte di tutte, la Samp contro il Barcellona ebbe tante occasioni per vincere quel match maledetto. Sono i momenti sportivi più brutti che abbiamo vissuto insieme. Di belli ne ho tantissimi, anche perché quelli sono stati gli anni di una splendida giovinezza", ha affermato ancora Mancini. "Abbiamo litigato una volta soltanto, c’era un po’ di malumore - ha confermato Vialli in merito all'episodio citato dall'ex compagno -: c’è stata una minaccia e un’offesa di troppo…non ci siamo parlati per una settimana". "Mi disse, se non stai zitto ti do un pugno", ha rivelato ancora Mancini.