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La Ternana ricorda i tempi di Burgnich allenatore

Foto:  ternana calcio

Condusse le Fere alla salvezza in serie B ma fu contestato duramente dagli ultras

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Cordoglio tra gli sportivi ternani per la morte di Tarcisio Burgnich. Il suo nome, che richiama ad uno dei migliori difensori della storia del calcio italiano, è infatti legato anche ai colori rossoverdi, avendo allenato la Ternana per un breve periodo nel corso della stagione 1999-00. Nato in Friuli nel 1939, Burgnich era cresciuto calcisticamente nelle giovanili dell’Udinese, per poi essere acquistato dalla Juventus nel 1960. Rimase in Piemonte solo per una stagione, venne ceduto al Palermo, quindi approdò all’Inter nella stagione 1962-63, su indicazione di Helenio Herrera. Fu soprattutto con la maglia neroazzurra che Burgnich si ritagliò un posto d’onore nel calcio nazionale. Qui conquistò infatti due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali e quattro Scudetti, indossando la stessa casacca per ben 12 stagioni.

 

Guadagnatosi il soprannome di “Roccia”, Burgnich fu tra i protagonisti della Coppa del Mondo 1970, finendo tuttavia sovrastato da uno stacco di Pelè nella finale contro il Brasile. In Nazionale disputò complessivamente 66 presenze, vincendo il Campionato d’Europa nel 1968. Chiuse la sua carriera di calciatore con la maglia del Napoli, dove rimase per tre stagioni.

 

Da avversario, affrontò i rossoverdi nelle seguenti sfide, tutte relative al campionato di Serie A: Inter-Ternana 4-0 (1972-73), Ternana-Inter 0-1 (1972-73), Ternana-Napoli 0-0 (1974-75), Napoli-Ternana 7-1 (1974-75).  Altrettanto lunga fu la sua carriera di allenatore, cominciata a Livorno nel 1979-80 e terminata a Pescara nel 2001. Alla guida della Ternana arrivò proprio negli ultimi sgoccioli della sua esperienza da tecnico. Burgnich prese la squadra nel febbraio 2000, rilevando Vincenzo Guerini in panchina. Dopo qualche primo passo falso, la Ternana terminò la stagione in scioltezza, concludendo il torneo di Serie B in decima posizione. Durante il suo mandato, la squadra ottenne 6 vittorie, 6 pareggi e 5 sconfitte. Decisivo fu il successo conquistato a Salerno per 2-0 nella penultima giornata di campionato, con doppietta di Artico. Non fu però un epilogo piacevole per il tecnico friulano: al ritorno della squadra da quella trasferta, Burgnich fu infatti oggetto di contestazione da parte degli ultras, riportando addirittura un attacco fisico, di cui fu vittima anche un giovane calciatore di nome Ivan Casanova, che mai aveva esordito con la maglia rossoverde. I giornali sportivi del tempo non esitarono a condannare i tifosi rossoverdi per la gravità dell’accaduto.