Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Inter, Conte lascia: si tratta sulla buonuscita. Quattro idee per la panchina

  • a
  • a
  • a

Come Mancini nel 2008 e Mourinho nel 2010. Conte e l'Inter si separano dopo uno Scudetto vinto. Insanabile la divergenza di vedute con la società nerazzurra, ma non ci saranno battaglie legali, nonostante il tecnico abbia ancora un anno di contratto. Si tratta quindi su una transazione "amichevole", una sorta di riconoscimento all'allenatore per aver riportato il titolo a Milano pur tra mille difficoltà. Quasi inevitabile dunque la separazione, vista la distanza tra i piani attuali dell’Inter, che prevedono un fortissimo attivo dal prossimo mercato, e le ambizioni del tecnico che vede in questo scenario un inevitabile ridimensionamento delle ambizioni, soprattutto rispetto al progetto di crescita continua che gli era stato prospettato due anni fa al suo arrivo.

 

 

La società vuole ovviamente restare ad alti livelli, competere per lo scudetto e fare bene in Europa, ma la crisi economica acuita dalla pandemia ha costretto la proprietà prima a chiedere un sostanzioso prestito appena ottenuto e poi a rivedere i conti e farli tornare attraverso cessioni, plusvalenze, risparmi, tagli, contenimento costi e diminuzione del monte ingaggi. Toccherà all’abilità dei dirigenti, Marotta e Ausilio su tutti, riuscire nell’impresa di far quadrare i conti senza indebolire troppo la squadra. Questa operazione difficile non vedrà però Conte al timone, a meno di impossibili ripensamenti. Il tecnico da mesi era stato chiaro, non avrebbe accettato l’idea di vedere minato il durissimo lavoro svolto in questi due anni, e che lo ha portato a vincere lo scudetto.

 

 

Il giorno prima dell’ultima partita contro l’Udinese c’è stato un incontro tra società e Conte: i dirigenti, che si erano ovviamente confrontati con Zhang, hanno prospettato con onestà lo scenario prossimo dell’Inter. C’è necessità di chiudere in fortissimo attivo il prossimo mercato, grazie a una plusvalenza che si avvicini ai 100 milioni. L’Inter ha diversi giocatori sacrificabili, ma è difficile prevedere che possa essere raggiunto l’obiettivo senza la cessione di un big o comunque qualche titolare. Uno scenario che per Conte è inaccettabile. Quattro idee per la sostituzione: Allegri, Simone Inzaghi, Maurizio Sarri e Sinisa Mihajlovic.