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Ternana, l'ex Toscano: "Questa squadra più forte della mia"

Toscano vuole i tre punti

Il tecnico portò le Fere in B nove anni fa: "Falletti e Partipilo i migliori, record insuperabili"

Luca Giovannetti
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“Vincere in C, dove se arrivi secondo sei costretto a sfidare nei play off le rivali più insidiose degli altri gironi, è sempre difficile. Stravincere dominando in lungo e largo come la Ternana di Cristiano Lucarelli è molto più complicato. E farlo con i numeri impressionanti di questa compagine fantastica rappresenta un’impresa memorabile, anche perché molti dei suoi record mi sembrano insuperabili”. Domenico Toscano analizza la trionfale stagione delle Fere. “I dati statistici – spiega il tecnico calabrese – sono incontrovertibili. I novantacinque gol segnati, le ventotto vittorie ottenute e le strisce di successi consecutivi, dapprima undici e poi otto, restano negli annali. E anche il rendimento difensivo, con trentadue reti al passivo, è apprezzabile vista l’enorme mole di gioco prodotta. Senza contare i quattro gol incassati nell’unica sconfitta interna stagionale, quella rimediata a fine campionato contro la Juve Stabia dopo una gara rocambolesca, per certi versi simile a quella persa dalla mia Ternana nel marzo del 2012 contro la Spal”. La sola macchia di una stagione perfetta? “No, semmai un neo pressoché invisibile che nulla toglie ad una compagine stratosferica, per la quale nessun elogio è sufficiente. Del resto quando vertici societari, quadri intermedi, staff tecnico e gruppo squadra alimentano un incredibile circolo virtuoso c’è bisogno di una interminabile standing ovation”.

 

Insomma, tutti bravi? “Tutti bravissimi, a cominciare dal mio collega, strepitoso sul piano tattico e motivazionale, e dal suo staff, composto da professionisti eccezionali. Ma a monte ci sono un ottimo mercato estivo, condotto sapientemente da Luca Leone, e il notevole impegno economico di Stefano Bandecchi. A certi livelli è raro trovare imprenditori pronti ad investire dopo un paio di annate deludenti ma questo presidente è ambizioso, vuole vincere e ci riesce senza badare a spese. Mi riferisco al budget per la prima squadra, ai contratti prolungati anche per gli elementi destinati a lasciare Terni nei prossimi mesi, alle infrastrutture per il settore giovanile e ai protocolli sanitari anti Covid, attuati in maniera certosina. I club italiani senza contagi sono una quindicina, il fatto che la Ternana sia tra di essi non è casuale. E ovviamente dipende anche dall’attenzione nei comportamenti fuori dal campo dei calciatori, scrupolosi nel seguire le norme dettate dallo staff medico”.

 

I giocatori migliori? “Forse Falletti e Partipilo, ma sarebbe impossibile non citare elementi rivitalizzati come Defendi, Salzano, Furlan e Vantaggiato, un portiere affidabile come Iannarilli e difensori molto efficaci come Boben e Kontek. Detto questo tutti, ma proprio tutti, compresi quelli meno impiegati, contribuiscono ad una strameritata promozione, vedi ad esempio Laverone, sempre pronto quando chiamato in causa e autore del gol-vittoria allo scadere ad Avellino”. La supercoppa corona al meglio la stagione? “Sì, anche perché conquistata attraverso un derby vinto con merito, sebbene con qualche sofferenza di troppo nel primo tempo, contro un Perugia forte e organizzato. Ennesimo regalo per una tifoseria straordinaria, che merita ogni soddisfazione”. Ci sono analogie e differenze con la sua Ternana, quella che vinse la C nove anni fa? “Valori morali, coesione del gruppo e spirito di sacrificio sono identici e sono simili a quelli della mia Reggina dello scorso campionato, ma il tasso tecnico della squadra di Cristiano Lucarelli è superiore”.