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Superlega, dopo i club inglesi marcia indietro anche dell'Inter. Agnelli: "Dialogo con Uefa"

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I club fondatori della Superlega, annunciata domenica sera, si sono già dimezzati dopo le forti pressioni del mondo dello sport e della politica. A meno di 48 ore dall’annuncio del rivoluzionario torneo, tutti i sei club inglesi hanno lasciato la neonata Superlega. A loro si è aggiunta anche l'Inter e, secondo le ultime indiscrezioni, anche due delle tre spagnole, Atletico Madrid e Barcellona sono in bilico. Con Real Madrid e Juventus, insieme al Milan, a restare con il cerino in mano. Non è  dunque bastata una riunione d’urgenza convocata nella serata di ieri dal sodalizio presieduto da Florentino Perez per cercare di contenere le uscite.

 

 

 

Dopo un susseguirsi di indiscrezioni, per primo è stato il Manchester City a ufficializzare la scelta di sfilarsi. "Il Manchester City conferma di aver formalmente avviato le procedure per il ritiro dal gruppo che sta sviluppando i piani per una Superlega europea" l’annuncio del club inglese, che ha subito trovato il plauso del presidente dell’Uefa Ceferin. "Sono felice di riaccogliere il Manchester City nella famiglia del calcio europeo. Il club ha mostrato grande intelligenza nell’ascoltare le molte voci, soprattutto dei tifosi, che hanno evidenziato i vitali vantaggi del sistema attuale. A ruota, poi, sono arrivate le defezioni di Liverpool, Manchester United, Tottenham e Arsenal. Per ultimo pure il Chelsea, anche a seguito delle proteste dei tifosi che nel pomeriggio avevano bloccato il pullman della squadra, impegnata in serata nel match contro il Brighton. Non è quindi caduto nel vuoto l’appello proprio ai club inglesi da parte di Ceferin, invitati alla riflessione anche dal premier Boris Johnson.

 

 

Il futuro della Superlega sembra segnato, anche se nel cuore della notte un altro comunicato della Superlega ha provato ha rimodulare la situazione: "Siamo convinti che la nostra proposta sia pienamente conforme alle leggi e ai regolamenti europei, come è stato dimostrato oggi da una decisione del tribunale che tutela la Super League dalle azioni di terzi". Denunciando che l’addio dei sei club inglesi è dovuto "a causa delle pressioni esercitate su di loro". Andrea Agnelli ha poi aperto al dialogo con l'Uefa in una intervista rilasciata a La Repubblica, ma prima dell'ufficializzazione della diasporta di 7 club su 12. "Il progetto della Superleague ha il 100 per cento di possibilità di successo, andiamo avanti.  Abbiamo fiducia nella bontà della nostra iniziativa che crediamo avrà successo nel breve periodo. L’iniziativa intrapresa, come previsto dal Trattato Ue, porterà a veder riconoscere un nostro diritto. Per questo teniamo il dialogo aperto con istituzioni, Fifa e Uefa" ha dichiarato il presidente della Juventus a chi i tifosi bianconeri hanno dedicato uno striscione al veleno,