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Superlega, Boniek attacca: "I ricchi non battono l'Atalanta. Sono 12 club disperati"

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"Siamo tutti convinti che nel calcio non c'è bisogno di una competizione tra i 15-20 club più ricchi del mondo. Anche perché poi le squadre più ricche del mondo non riescono a vincere nemmeno contro la povera e piccola Atalanta". Zibì Boniek, ex fuoriclasse della Juventus e della Roma, oggi presidente della Federcalcio polacca e membro dell'esecutivo Uefa, si scaglia contro la proposta dei 12 top club europei di far nascere un Superlega (Milan, Arsenal, Atlético Madrid, Chelsea, Barcelona, Inter, Juventus, Liverpool, Manchester City, Manchester United, Real Madrid e Tottenham).

 

 

"Nessuno si aspettava la creazione della Superlega, tutti sapevamo che l’Eca durante la riunione di venerdì avrebbe convalidato il progetto a cui si lavorava insieme e noi, come comitato esecutivo, avremmo dovuto approvare e che abbiamo approvato. Loro hanno anche votato, quello che poi è successo tra venerdì notte e domenica dovete chiederlo ad altri", ha dichiarato a Sky Sport. Poi l'ex stella polacca - Gianni Agnelli lo aveva ribattezzato Bello di Notte ai tempi della Juventus - ha rincarato la dose in un'intervista a Repubblica: "Succede che dodici club tra i più famosi al mondo sono disperati e hanno ricevuto la promessa di un mare di soldi. Sempre che non glieli abbiano già dati".  Per Boniek  si tratta di una "guerra mondiale del calcio. Non so come finirà e se il progetto riuscirà. Io penso di no. Chi vuol giocare la Superlega non potrà giocare le competizioni nazionali. C'è un sistema di licenze: per partecipare al campionato nazionale di una federazione devi rispettare le regole Uefa e giocare solo competizioni organizzate dalla Uefa".

 

 

Quindi crede che ci saranno delle sanzioni? "Vediamo. Bisogna vedere anche cosa permette il diritto europeo. Il calcio è bello perché da opportunità a tutti, ma questi club vogliono giocare da soli: alzare un muro, mettersi dentro al loro giardino e far giocare solo chi pare a loro. E questo diventa un problema per tutte le federazioni".