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Scoppia la guerra del calcio, nasce la Superlega: l'annuncio di 12 club. L'Uefa: "Chi aderisce fuori da tutto"

Nicola Uras
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Scoppia la guerra del calcio. I grandi club europei escono allo scoperto nella notte con un comunicato in cui annunciano di costituirsi in una Superlega "chiusa" sul modella della Nba. Un nuovo e ricchissimo torneo che autogestiranno. Durissima la reazione dell'Uefa ma anche di tutte le maggiori federazioni nazionali, Figc compresa. Sono 12 i club fondatori, tra cui le italiane Juventus, Inter e Milan, per una competizione che vedrà competere 20 squadre.

 

 

"Dodici prestigiosi club europei di calcio hanno annunciato oggi congiuntamente un accordo per costituire una nuova competizione calcistica infrasettimanale, la Super League, governata dai club fondatori" è quanto si legge nella una nota diramata nella notte. "Milan, Arsenal, Atlético Madrid, Chelsea, Barcellona, Inter, Juventus, Liverpool, Manchester City, Manchester United, Real Madrid e Tottenham Hotspur hanno tutti aderito in qualità di club fondatori. È previsto che altri tre club aderiranno come club fondatori prima della stagione inaugurale, che dovrebbe iniziare non appena possibile", si aggiunge. Il presidente della nascente Superlega è Florentino Perez, presidente del Real Madrid. Il vice è Andrea Agnelli. Subito dopo il comunicato congiunto dei 12 club fondatori il presidente della Juventus ha spiegato: "I 12 club fondatori hanno una fanbase che supera il miliardo di persone in tutto il mondo e un palmares di 99 trofei a livello continentale. In questo momento critico ci siamo riuniti per consentire la trasformazione della competizione europea, mettendo il gioco che amiamo su un percorso di sviluppo sostenibile a lungo termine, con un meccanismo di solidarietà fortemente aumentato, garantendo a tifosi e appassionati un programma di partite che sappia alimentare il loro desiderio di calcio e, al contempo, fornisca un esempio positivo e coinvolgente". La Juve ha poi aggiunto che continuerà a disputare le competizioni nazionali.

 

 

La clamorosa svolta ha costretto la Uefa, in collaborazioni con le Federazioni italiana, spagnola e inglese, con la Lega Serie A, la Liga e la Premier League a prendere una dura presa di posizione. In un comunicato, la UEFA ha annunciato di prendere "in considerazione tutte le misure a nostra disposizione, a tutti i livelli, sia giudiziarie che sportive, al fine di evitare che ciò accada. Il calcio si basa su competizioni aperte e meriti sportivi; non può essere in nessun altro modo. Ai club interessati sarà vietato giocare in qualsiasi altra competizione a livello nazionale, europeo o mondiale, e ai loro giocatori potrebbe essere negata l’opportunità di rappresentare le loro squadre nazionali", hanno tuonato da Nyon.