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Europei di calcio, lettera di Gravina a Draghi. Il Cts: "Serve tempo per decidere sul pubblico"

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Il 19 aprile è sempre più vicino e l'Italia proverà a fare di tutto per mantenere l'organizzazione della gara inaugurale degli Europei di calcio, a Roma il prossimo 11 giugno. Serve garantire la presenza di almeno il 25% del pubblico allo stadio. La Uefa deciderà lunedì prossimo se confermare la sede di Roma per la partita inaugurale del torneo e di altre tre partite, così come altre tre città tra cui Bilbao in Spagna e Monaco di Baviera in Germania. E' per questo che il presidente della Fercalcio Gabriele Gravina ha scritto nel fine settimana una lettera al presidente del Consiglio Mario Draghi in cui chiede "di adoperarsi affinchè la Uefa possa confermare l'assegnazione" della gara inaugurale di Euro 2020 all'Olimpico. 

 

Nei giorni scorsi proprio il ministro della Salute Speranza ha informato la Figc di una disponibilità alla presenza di una quota di spettatori allo stadio nel mese di giugno, ma che prima serve un parere favorevole del Comitato tecnico scientifico. E proprio il coordinatore del Cts, il professor Franco Locatelli, questa mattina, 12 aprile, a Radio Anch'Io Sport ha voluto rassicurare tutti: "Verrà fatto ogni sforzo per consentire la disputa della gara inaugurale degli Europei a Roma e delle altre tre partite. Su questo non c'è alcun dubbio". "Come Cts, premesso che la scelta spetta alla politica, c'è massima disponibilità a valutare la presenza del pubblico, considerando anche gli spostamenti di tifosi e gruppi squadra. Sarebbe auspicabile che la Uefa lasci un po' più di tempo, perchè è difficile fare una previsione per un evento che si terrà tra due mesi", ha aggiunto.

 

Su quando a più tardi si può decidere sulla possibile presenza del pubblico all'Olimpico, il professor Locatelli ha detto: "Riuscissimo ad arrivare ai primi di maggio sarebbe leggermente più fattibile una previsione basata sulle evidenze chiare. Gli indicatori epidemiologici ci indicano in questo momento un chiaro trend in riduzione importante, però fare previsioni a due mesi di distanza è discretamente impegnativo". Esclusa la possibilità di vaccinare i tifosi allo stadio. "Si potrebbe ragionare per chi ha già avuto una copertura vaccinale, senza stravolgere le linee di indirizzo della campagna vaccinale che deve essere indirizzata prioritariamente a tutelare i più fragili per età per per condizioni patologiche concomitanti", ha replicato Locatelli.

Sull'argomento è intervenuto anche il professor Francesco Vaia, direttore sanitario dell'ospedale Spallanzani di Roma, che ai microfoni de La politica nel pallone su Gr Parlamento ha detto: "Il mio giudizio è secco: possiamo ospitare gli Europei in condizioni di sicurezza dando un numero contingentato di presenze, usando strumenti innovativi, come una app che con il presidente Gravina abbiamo immaginato, con cui poter verificare se una persona è stata vaccinata e sottoposta a tampone. Ospitare gli Europei sarebbe un bel segno di rinascita del paese, sono sicuro che la politica deciderà per il bene del paese e dello sport in questo caso. Penso che riapriranno", ha proseguito Vaia"La settimana scorsa abbiamo inviato una lettera al ministro della Salute, Roberto Speranza, per sollecitare il Governo ad ottenere la conferma che questo appuntamento sportivo si tenga a Roma, unica città italiana ad ospitare le partite tra cui quella inaugurale. Riteniamo che vada fatto tutto il possibile affinché un grande evento come questo possa svolgersi in sicurezza, nel rispetto dei protocolli sanitari e degli standard richiesti a livello internazionale. Sono sicura che, grazie agli organizzatori e agli sportivi, riusciremo a portare a casa questo risultato", dice la sindaca di Roma Virginia Raggi.