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Covid, De Rossi e la moglie di Inzaghi presto saranno dimessi dallo Spallanzani. L'annuncio del direttore sanitario

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Daniele De Rossi, ex bandiera della Roma e dirigente della nazionale, potrebbe lasciare presto l'istituto di malattie infettive Spallanzani di Roma dove è ricoverato da venerdì dopo aver contratto il Covid-19. Stessa cosa per Gaia Lucariello, moglie dell'allenatore della Lazio Simone Inzaghi. A dare la notizia che i due pazienti illustri sono in miglioramento e che presto lasceranno l'ospedale è stato il direttore sanitario della struttura romana Francesco Vaia che ha parlato alla trasmissione "La politica nel pallone" su Rai Gr Parlamento: "De Rossi fortunatamente sta bene, cosi' come sta bene la moglie di Simone Inzaghi. Nei prossimi giorni potranno entrambi andare a casa. Sono persone giovani, la malattia è stata presa in tempo e nella primissima fase può essere rapidamente sconfitta. Questo dimostra ancora una volta che il virus, che io ho definito vigliacco, se la prende con i piu' fragili, i piu' anziani".

 

 

De Rossi ha contratto il virus, con ogni probabilità, dal focolaio che si è scatenato nella nazionale italiana. Infatti proprio in occasione delle ultime uscite degli azzurri l'ex capitano della Roma ha iniziato il suo incarico nello staff della squadra diretta dal commissario tecnico Roberto Mancini. Tornato a casa ha scoperto di avere il Covid ed ha avuto delle complicazioni che lo hanno portato in ospedale.

 

 

E' stato lo stesso De Rossi a raccontarlo in un messaggio audio diffuso nei giorni scorsi: "Sono venuto perché avevo troppi sintomi che non andavano via e anzi peggioravano. Ieri mattina mi sono alzato dalla sedia normalmente e ho avuto un mezzo mancamento, mi fischiavano le orecchie, sentivo tutto ovattato, ho mezzo barcollato e ho chiesto di fare un controllo. Sono venuto qui e ho una polmonite interstiziale bilaterale, non ad un livello gravissimo ma c’è. Era meglio non ce l’avessi. Soprattutto mi hanno detto se non fossi venuto, insomma, non è uno stadio al limite, ma neanche un Covid da curare a domicilio”.