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Ternana-Avellino 4-1, Fere promosse a pieni voti in serie B

 ternana-avellino, fere in serie B Foto: Principi

Apre Falletti dopo 20 secondi, poi Paghera e Furlan. Nella ripresa poker di Partipilo, inutile gol irpino di Dossena

Luca Mercadini
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La Ternana è in serie B.  Dopo tre stagioni di purgatorio i rossoverdi possono festeggiare il ritorno tra i cadetti al termine di un’autentica cavalcata trionfale. Come nella partita che ha sancito la promozione aritmetica dove le Fere hanno superato 4-1 l’Avellino di Pierino Braglia secondo in classifica. Dopo appena 20 secondi Falletti aveva già portato avanti la squadra di Lucarelli. Il raddoppio di testa da angolo del piccoletto Paghera (18’), mentre il tris, sempre nel primo tempo, lo firmava Furlan (24’). Nella ripresa poker rossoverde con Partipilo al 66’. Gol della bandiera irpino al minuto 86 con Dossena, troppo tardi.

 

Non è uno sproposito definire la Ternana la squadra più bella della Lega Pro. Non tanto e non solo per la stagione in corso, dove i dubbi non sussistono nemmeno tra i più acerrimi nemici. Noi vorremmo parlare della Terza serie di tutti i tempi. Esagerazioni filo Umbria? Ma no, la verità è che una squadra così che segna a raffica, difende senza esagerate sbavature impostata sulla diga balcanica, gioca e produce spettacolo poche volte si è vista a queste latitudini. Per non dire dei record frantumati giornata dopo giornata. Vittorie, reti segnate, giocatori mandati in gol, mix perfetto di beata gioventù e  vecchietti terribili. E poi la lunga imbattibilità e le strisce seriali di punti degne del miglior killer. Sì, la Ternana di Lucarelli è stata la squadra omicidi della stagione. Ha ucciso il campionato ben prima della giornata trionfale di ieri. In largo anticipo rispetto al traguardo tagliato nella vigilia di Pasqua, quando le Fere sono diventate la prima regina d’Italia. Aprile, dolce dormire. Per gli altri. Il vessillo rossoverde è stato il primo a issarsi nel cielo del calcio italiano post lockdown. Nessuna squadra ha avuto ancora il piacere, nessuno ha provato l’ebbrezza del trionfo in un campionato. Un altro dei tanti record di una stagione che resterà per forza di cose nei libri e negli annali del mondo pallonaro italiano.

 

Il merito? Di tutti, come giusto che sia in questi casi. Di Bandecchi che ha speso e investito senza risparmio riportando a casa un talento unico come Cesar Falletti. Di Leone che ha operato con sagacia nei complicati meandri del calcio italiano, di Tagliavento che ha rappresentato con puntualità il club ricostruendo una faticosa tela con la tifoseria, di Lucarelli che ha regalato gioco e spettacolo con un modulo ardito e coraggioso. E poi ci sono loro, i primi protagonisti in un campionato senza pubblico. I giocatori sono stati l’emblema della città: forti come l’acciaio, tenaci e orgogliosi come vuole il popolo rossoverde. Sì, gridiamolo forte: questa Ternana, nell’anno delle restrizioni, è stata proprio senza limiti…