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Speravo de morì prima, Cassano stronca la serie Sky su Totti | Video

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Antonio Cassano attacca la serie "Speravo de morì prima" che sta andando in onda su Sky. La serie racconta la storia di Francesco Totti e nella terza puntata si sono ripercorsi gli anni della coppia "Batman e Robin" ossia del rapporto in campo e fuori tra lo storico capitano della Roma e Antonio Cassano che nella serie è interpretato da Gabriel Montesi. Tuttavia il talento di Bari Vecchia che giocò a Roma dal 2001 al 2005 sembra non aver apprezzato la ricostruzione offerta dalla serie e parlando alla Bobo Tv con Bobo Vieri, Lele Adani e Nicola Ventola ha di fatto stroncato la puntata che lo vede protagonista.

 

 

"Prima di tutto non somiglia a me", ha detto Cassano riferendosi all'attore. Poi ha attaccato: "La serie non c'entra nulla con la realtà. Ci vogliono 10 anni per raccontare tutto quello che ho fatto e si è fatto a Roma. Quando lui ha dovuto prendere decisioni importanti io già non c'ero più". Nella serie il fantasista barese fa la parte dell'anima tentatrice per Totti. Viene ripercorsa l'amicizia in campo e quella fuori fatta di grandi giocate sul rettangolo di gioco e di scorribande notturne nella Capitale. Nella serie viene toccato anche il periodo della convivenza. Appena arrivato a Roma Cassano fu ospitato per mesi nella casa abitata all'epoca da Francesco Totti, dalla mamma Fiorella e dal padre Enzo. "Ringrazierò per sempre la madre, il padre e Francesco perché mi hanno trattato come un figlio. Ma l'invadenza che appare nella serie non c'era assolutamente. La serie è bella perché è sul mio amico, ma in alcune occasioni non ne esco bene e mi hanno fatto apparire in un modo che non mi è piaciuto".

 

Poi Cassano ha criticato anche la scelta degli attori salvando solo Greta Scarano che interpreta Ilary Blasi, la moglie di Totti. "Quello che fa Totti (Pietro Castellitto) invece sembra Perin. poi il Pupone non è così: lo hanno fatto passare come uno che parlava sempre, invece non parlava quasi mai. Su Vito Scala (il preparatore personale del capitano) non hanno indovinato proprio niente: lui è stato fondamentale, gli ha governato un impero. Parlava poco, ma Totti lo ascoltava".