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Alex Schwazer, il complotto internazionale per il doping diventa una serie tv: dal libro di Sandro Donati

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Una serie tv dedicata ad Alex Schwazer e alla sua storia. Indigo Film e Lungta Film stanno infatti sviluppando una serie liberamente tratta dal libro di Sandro Donati, tecnico di Alex Schwazer e paladino da sempre dell’antidoping, Alex e il grande complotto internazionale per il doping, in uscita prossimamente per Rizzoli. Un libro-verità che ricostruisce passo dopo passo la dolorosa vicenda del marciatore campione olimpico a Pechino 2008, accusato di doping 4 anni fa e assolto "per non aver commesso il fatto" con la sentenza del 18 febbraio scorso. Sandro Donati offre uno spaccato inquietante della giustizia sportiva e ci conduce, come in una spy-story, nel mondo oscuro dei "poteri forti" internazionali che controllano lo sport.

 

 

"Non chiedo di essere riabilitato, ma di essere nuovamente giudicato da un organo di giustizia sportiva. Per il momento abbiamo già ottenuto una grande vittoria dopo 4 anni di battaglia legale. Adesso sogno di fare questa benedetta gara - ha spiegato Schwazer, tornato a parlare durante un webinar con i soci del Panathlon Club Milano -. Sono pronto personalmente a fare ricorso, ma la questione è se anche le istituzioni italiane lo sono. Devo avere al mio fianco anche Coni e Fidal - ha ribadito l’oro a Pechino 2008 sollecitato da Filippo Grassia, presidente del club service meneghino -. Aspetterò ancora qualche giorno e poi vedrò. Se Coni e Fidal ci saranno potremmo anche perdere, ma almeno l’avremmo fatto insieme. Occorre dimostrare che le istituzioni sportive italiane non ignorano la decisione presa da un magistrato per dimostrare che siamo un paese serio. Dopo tutto, la Wada riceve 1 milione di dollari all’anno dal nostro governo e solo altri tre paesi pagano di più". 

 

 

Schwazer ha parlato poi del suo futuro. "Ho 36 anni e non sono ancora così vecchio - ha detto -. Spero di fare ancora qualche gara perché Sandro e io abbiamo speso tantissime ore dal 2015 in poi. Sarebbe bellissimo. Dal punto di vista privato questi ultimi anni sono stati belli. Sto bene e sono contento perché sono riuscito a reinventarmi anche dal punto di vista professionale. Faccio un’attività molto bella con dei podisti amatoriali e gioisco per ogni piccolo progresso che fanno. Questa cosa mi ha aiutato molto".