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Padova-Perugia a Di Livio: "Finirà 2-2"

 baldinelli e di livio in perugia-gubbio 2-1 del 1987 Foto: gavirati

Il doppio ex inquadra il big match di serie C girone B: "Mi rivedo in Elia"

Carlo Forciniti
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Ha vinto tutto il possibile con la Juventus. Ha giocato negli stadi più suggestivi del mondo anche con la Fiorentina. Eppure, Angelo Di Livio non dimentica. Non dimentica i proficui trascorsi al Perugia ed al Padova di inizio carriera. Ecco perché domenica pomeriggio, il “soldatino” sarà uno spettatore d’eccezione dello scontro diretto dell’Euganeo tra biancoscudati e biancorossi. Una partita da “x” ma che per Di Livio peserà in ottica promozione. Soprattutto se…

Se?

“Se il Grifo dovesse uscire dall’Euganeo con un risultato positivo, sarebbe leggermente favorito anche perché deve ancora recuperare due partite. E’ però importante che rimanga focalizzato solo sul match di dopodomani. Il Padova proverà ad aggredire. Vorrà rifarsi anche della sconfitta subita all’andata”.

 

Che partita sarà?

“Mi auguro di non vedere una gara bloccata. Non serve a niente avere timore. Da una parte e dall’altra ci sono giocatori di livello che possono fare la differenza sia in attacco che in difesa. Se penso ai singoli, cito i vari Chiricò, Della Latta, Ronaldo. E poi Murano, Melchiorri ed Elia”.

Chi reputa favorito?

“Bella domanda…Prevedo un 2-2. Le palle inattive avranno la loro incidenza”.

Qual è la ricetta perfetta per vincere un campionato?

“E’ ovvio che deve funzionare tutto alla perfezione. Anche in un torneo così competitivo come il girone B di Lega Pro. I giocatori devono sempre fare una corsa in più per aiutare i compagni. E poi bisogna ricercare la vittoria. Sempre. Caserta è stato scelto dal Perugia anche per questo. E’ un allenatore propositivo”.

Diverso dal tecnico del Padova, Mandorlini?

“Quest’ultimo si è già affermato. Ha allenato in Serie A. Caserta ha vinto un campionato di C ma in biancorosso può emergere ulteriormente”.

 

L’allenatore del Grifo crede molto in Elia. Si rivede in lui?

“Per certi versi sì. E’ abile sull’esterno. Non gioca a piede “invertito” proprio come facevo io. E’ abile ad attaccare ma ha dimostrato di poter essere incisivo anche da terzino”.

Cosa ha rappresentato per lei il Perugia?

“E’ stata una delle piazze più importanti in cui ho giocato. Mi ha dato la possibilità di emergere. Sono stato allenato dal grande Mario Colautti. Ho fatto parte di un gruppo straordinario. Ero insieme al mio amico Ravanelli, a Manfrin, a Bia, Nofri e Gori. Abbiamo vinto il campionato di C2. In C1 avremmo potuto fare meglio ma pagammo forse in termini di esperienza”.

Nel Padova poi ha ritrovato Colautti ed è stato allenato anche da Mauro Sandreani…

“Eh sì. Sia a Perugia che a Padova ho trovato delle famiglie”.

Dove crede ci sia più pressione?

“Sono entrambe delle piazze molto calde. Sprecate per la Serie C. Ricordo il  Curi, uno stadio da Serie A. Il manto erboso era straordinario. Anche l’Appiani di Padova non scherzava”.