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Sir volley, Atanasijevic: speciale di 12 pagine oggi con il Corriere dell'Umbria

atanasijevic al corriere Foto:  testa

Un inserto da staccare e conservare dedicato al campione serbo che lascia Perugia dopo 8 anni

Carlo Forciniti
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Uno speciale di 12 pagine oggi (venerdì 26 febbraio) in edicola con il Corriere dell'Umbria. Un inserto da staccare e conservare per tutti gli appassionati e i tifosi di volley, della Sir e di Atanasijevic. Eh sì, uno speciale dedicato agli otto anni in maglia bianconera del campione serbo che a fine stagione lascerà Perugia. Otto anni in maglia Sir. Sei trofei di squadra. Nove riconoscimenti individuali. Basterebbero gli ultimi due dati per capire quanto Aleksandar Atanasijevic abbia reso grande Perugia. E quanto la società del patron Sirci abbia contribuito a far crescere sempre più l’opposto di Belgrado. Alla fine di questo anomalo 2020-2021, però, le strade del numero quattordici e del club bianconero si divideranno. Ognuno alla ricerca di nuovi traguardi da inseguire. 

 

STAGIONE MAGICA Il picco più alto del matrimonio Bata-Sir viene raggiunto nel 2017-2018. Non può essere un caso che le fortune di uno coincidano con quelle dell’altra. I bianconeri arrivano dalla finale di Champions League di Roma del 2017 dove si arrendono ad un avversario allora di un altro pianeta: lo Zenit Kazan di Wilfredo Leon. Quella stagione si chiude anche con l’amara sconfitta in gara 5 di semifinale scudetto contro Trento. Perugia è una grande, sì. Ma incompiuta. Serve vincere. L’incantesimo si spezza ad ottobre 2017 quando la Sir vince la Supercoppa italiana (che poi farà sua anche nel 2019 e nel 2020) a Civitanova. L’antipasto, prima di fare il pieno con le due portate principali che il volley italiano possa offrire: la Coppa Italia e lo scudetto. La formazione di coach Bernardi centra il tris. Diventa “cannibale”, copyright Sirci, al pari di Atanasijevic che si porta a casa il titolo di Mvp sia in coppa dove nell’ultimo atto contro la Lube a Bari mette a referto 20 punti (con il 61%), che nella finale che assegna il tricolore sempre contro i marchigiani.

 

PREMI IN SERIE I primi due riconoscimenti individuali sublimati dalle vittorie di squadra. Il massimo. Nelle precedenti annate Bata viene eletto miglior realizzatore ed attaccante nel 2014, stagione in cui Perugia arriva per la prima volta nella propria storia in finale scudetto contro i cucinieri, nel 2015 e nel 2016, quest’ultimo l’anno in cui i Block Devils tornano a giocarsi invano il tricolore. Questa volta contro Modena. Nel 2017, infine, viene nominato miglior opposto della Champions League che sfuma a Roma. SUPERCOPPA, E POI? Un trofeo, quello continentale, che manca nella bacheca umbra e che Perugia proverà a fare suo. Leo Shoes permettendo. Il k.o. nei quarti di andata maturato martedì a Modena complica i piani dei Block Devils che da qui alle prossime settimane daranno la caccia anche allo scudetto. Nell’annata in corso, intanto, la Sir è comunque riuscita a vincere a settembre la Supercoppa anche senza l’apporto di Atanasijevic, ai box per via dei postumi dell’operazione al ginocchio subita nella primavera scorsa.  SUL TETTO D’EUROPA In questi anni, inoltre, Bata si è tolto grosse soddisfazioni con la nazionale serba con cui è arrivato terzo agli Europei 2017 nella selezione guidata da Grbic, ex Sir. Insieme a coach Slobodan Kovac con cui Magnum sfiorò il successo in campionato nel 2014, si è laureato campione d’Europa nel 2019 superando in finale la Slovenia. Decisivo, una volta di più, Atanasijevic, con 22 punti e 4 muri. Un giocatore che in finale sa come incidere. La storia con Perugia insegna.