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Mario Draghi tifoso della Roma: "Totti è un filosofo". Il suo edicolante: "Ama mister Fonseca"

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A Palazzo Chigi non si cambia, almeno per quanto riguarda la passione calcistica. Infatti Mario Draghi, che ha ricevuto l'incarico dal presidente della Repubblica per formare un nuovo governo, è un tifoso della Roma. Proprio come il suo predecessore Giuseppe Conte. Una passione quella dell'ex numero uno della Bce che, seppur celata (raramente si è visto in tribuna all'Olimpico), chi lo conosce bene descrive come intensa. Una conferma è arrivata dal suo edicolante di fiducia a Città della Pieve, Matteo Stoico, che venerdì 5 febbraio è intervenuto durante la trasmissione di Radio Uno "Un giorno da pecora" raccontando la passione di Draghi per la "Magica" e soprattutto per mister Fonseca ed Edin Dzeko che, dopo la rottura dei giorni scorsi, hanno fatto pace nelle stesse ore in cui saliva al Quirinale per ottenere l'incarico. "Con Draghi parliamo spesso dei giallorossi - ha detto il giornalaio - lui è contento dell'allenatore Fonseca, gli piace perché è pacato ed educato. E poi gli piace molto anche Edin Dzeko". L'edicolante ha rivelato che il premier incaricato compra 7-8 quotidiani al giorno e ogni volta ci scappa una bella chiacchierata sulla Roma. 

Il suo giocatore preferito è Francesco Totti, ancora più di Bruno Conti, Falcao o Roberto Pruzzo. L'unico a contendere il cuore di Draghi al capitano è stato un altro giocatore che ha indossato la fascia tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90: il principe Giuseppe Giannini. "Se dovessi scegliere tra il Capitano o il Principe? Ah, Giannini, che giocatore. Ma Totti è il migliore della sua generazione. Un talento unico. Un filosofo del calcio. Forse il più grande nella storia della Roma", rivelo Draghi in un'intervista concessa a El Pais nel 2016.

Draghi pratica jogging, gioca a golf ma, ancora più del calcio, ama il basket, sport che ha praticato da giovane. affascinato da Bill Bradley, stella dei New York Knicks e oro olimpico a Tokyo nel 1964 poi campione d’Europa con la Simmenthal Milano nel 1966. Un amore, quello per la palla a spicchi, che non è mai scemato.