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Perugia-Arezzo, Battistini: "Deciderà chi meno te lo aspetti"

Pierfrancesco Battistini

Il tecnico ha guidato il Grifo e ha giocato con gli amaranto: "Biancorossi da B ma occhio al Sud Tirol"

Carlo Forciniti
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Attaccante prolifico nell’Arezzo e non solo. Allenatore plurivincitore nel Perugia, che ha contribuito a fare rinascere dopo il fallimento. Pier Francesco Battistini presenta il derby di domenica. Una partita in cui per lui conterà molto l’aspetto mentale. 

Cosa rappresentano Perugia ed Arezzo?

“Sono due posti basilari della mia vita. Il mio cuore è un po’ diviso”. 

Come arrivano al derby le due squadre?

“L’Arezzo è in difficoltà ma la società sul mercato non ha lesinato sforzi. Il Covid ha dato una mazzata in una fase in cui si poteva risalire. Deve essere più “operaio”. Il Perugia sta facendo un ottimo campionato. Caserta è molto bravo. La squadra ha reagito bene a qualche difficoltà iniziale. Ha potenzialità enormi. L’attacco è fuori categoria”. 

Quali assenze peseranno di più domenica?

“Il fato ha voluto un po’ riequilibrare la partita. Per un reparto difensivo rimaneggiato come quello dell’Arezzo (squalificati i difensori Cherubin e Sbraga, oltre al centrocampista Arini, ndr) sarebbe stato difficile contrastare certi attaccanti, pur se il Grifo non potrà contare su Melchiorri, Murano e Minesso”. 

Quale sarà la chiave della sfida?

“L’aspetto psicologico conterà moltissimo. L’Arezzo cerca di rilanciarsi in un derby. Il Perugia vuole dare continuità ai risultati”. 

Chi può decidere la gara?

“Potranno venire fuori protagonisti inattesi. Sono curioso di vedere come sistemerà la squadra Stellone. Domenica ha fatto un 4-4-2. Il Perugia ha un sistema collaudato. Potrebbe uscire un pareggio ma dal punto di vista tecnico è favorito il Perugia. C’è poi da considerare l’ambiente asettico data l’assenza di pubblico”.

Cosa l’ha colpita di più di questo campionato?

“L’alto livello e l’ equilibrio anche nelle singole partite. Bisogna essere pragmatici. Fatico a pensare chi possa salire e chi possa retrocedere. Chi vince avrà una bella medaglia da mettersi sul petto”.

Il Grifo è favorito in ottica finale?

“Ha più tradizione ed abitudine a stare in alto e potrebbe avere qualcosa in più rispetto ad altre squadre. Ha tutto per vincere. Vedo molto bene il Sudtirol, una squadra in costante crescita anche societaria”.

A Perugia ha vissuto momenti speciali…

“Con Arcipreti abbiamo vinto due campionati (ma anche una Coppa Italia e una Supercoppa), vivendo quegli anni (dall’estate 2010 all’autunno 2012) con gioia e scrupolo. Avevamo una responsabilità importante. E’ stato un percorso irripetibile”.

Da giocatore dell’Arezzo ha avuto Cosmi come allenatore. L’ha sorpreso il cammino che ha fatto al Perugia lo scorso anno?

“E’ stato esonerato quando il Grifo era ancora salvo. Ha dato tutto. Mettere la faccia nella propria città è difficile”.

Lei ora è diggì dell’Arezzo Femminile…

“E’ un’avventura molto interessante. Inoltre, fino ad ora abbiamo vinto tutte le partite”.