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Perugia, Arcipreti: "A Fano ci pensano Elia e Minesso"

L'ex diesse fu protagonista della promozione in C1 9 anni fa al Mancini: "Oggi dico occhio a Barbuti"

Carlo Forciniti
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Questa volta ci sarà uno stadio vuoto senza una promozione da festeggiare. Ma Alvaro Arcipreti, alle 15 di domenica in occasione di Fano-Perugia, farà comunque il pieno di emozioni. Rivivrà quel pomeriggio di quasi 9 anni fa quando nell’allora veste di diesse del Grifo, al Mancini vide i “suoi” grifoni vincere aritmeticamente il campionato. 

25 aprile 2012. Un ricordo indelebile…

“Favoloso. A Fano ci fu un esodo di 1600 tifosi perugini. Fu una partita che decretò la fine dell’inferno sportivo con il ritorno in C1”.

In passato è stato più volte vicino al Fano? 

“Sì, soprattutto prima di andare alla Sambenedettese. E’ una piazza che mi è sempre piaciuta”.

Domenica che partita si aspetta?

“Per il Grifo non sarà facile pur se i valori sono enormemente diversi. Il Fano (che si è recentemente rinforzato con l’attaccante Heatley e con il centrocampista Gentile che ha esordito nell’ultimo turno, ndr) ha un tecnico preparato come Destro ed ha  invertito la tendenza nelle ultime due gare vincendo a Trieste e pareggiando con il Gubbio”.

Un calciatore da tenere d’occhio nei marchigiani?

“L’attaccante Barbuti”.

Chi può decidere la gara sponda Perugia?
Elia e Minesso. Hanno le qualità per risolvere una gara ostica. Sarà importante vincere perché la battaglia vera inizia adesso…”.

Ed il Grifo è pronto a battagliare…

“Dopo il ko di Trieste doveva reagire nelle successive tre partite e lo ha fatto. Era quasi un obbligo perché la classifica si era allungata. Ora che ha recuperato il gap su diverse squadre, deve far valere la propria superiorità anche contro Fano e Arezzo. Rimanere in alto è fondamentale in un campionato in cui sono convinto che sarà un discorso a due tra Padova e Perugia, pur se ho una predilezione per il Cesena”. 

Caserta ha abbandonato il 3-5-2 per un modulo più offensivo. Le piace?

“Sì. Il tecnico è un perfezionista. I risultati gli stanno dando ragione”.  

L’innesto di Vano come lo inquadra?

“Non mi aspettavo giocasse poco a Mantova. Può fare molto comodo”.

Nel girone d’andata cosa le è piaciuto di più nel Perugia?

“La reazione nei  momenti negativi. Sia dopo l’ inizio di stagione “drammatico”  a livello di risultati, che di recente dopo qualche pareggio di troppo. A livello individuale, penso invece a Melchiorri. E poi cito Monaco. Il suo recupero è stata una mossa intelligente”.

Quale sarà la chiave per gestire i prossimi mesi?

“La forza morale del gruppo che ha legato con l’allenatore. Il Perugia dovrà stare attaccato alla vetta fino in fondo. Con la sua meticolosità, Caserta può essere l’arma in più”. 

Dove interverrebbe per rinforzare la squadra?

“E’ abbastanza completa in tutti i reparti. Ho letto che piace Di Noia, ha qualità. Ma l’esigenza era quella di prendere un attaccante ed è stato fatto